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Cubismo

1907–1914

Si può guardare un oggetto da tutti i lati nello stesso momento?

Cubismo in breve

Un quadro, per i cubisti, non è una finestra aperta su uno spazio illusorio. È una superficie piatta su cui si ricompone un oggetto visto da più punti di vista contemporaneamente. Nella fase analitica, fino al 1912, le forme vengono frammentate in sfaccettature quasi monocrome.

Les Demoiselles d'Avignon — Pablo Picasso, 1907 (fotografia)
Les Demoiselles d'Avignon — Pablo Picasso, 1907 (fotografia)

L'opera

Les Demoiselles d'Avignon — Pablo Picasso, 1907 · MoMA, New York

Nel 1908 il critico Louis Vauxcelles scrisse che Georges Braque riduceva tutto a piccoli cubi. Era una frase sprezzante. Diventò il nome di uno dei movimenti più influenti del secolo.

Cubismo: il contesto storico

Parigi, primo Novecento. Picasso vive a Montmartre, in un edificio pieno di artisti. Nel 1907 dipinge Les Demoiselles d'Avignon, un quadro che sconcerta anche i suoi amici.

Con Braque inizia un lavoro quasi quotidiano di confronto. Le fonti sono due: la lezione di Cézanne e le sculture africane e oceaniche che gli artisti vedevano nei musei etnografici parigini.

Cubismo: l'idea centrale

Un quadro, per i cubisti, non è una finestra aperta su uno spazio illusorio. È una superficie piatta su cui si ricompone un oggetto visto da più punti di vista contemporaneamente.

Nella fase analitica, fino al 1912, le forme vengono frammentate in sfaccettature quasi monocrome. Nella fase sintetica entrano nel quadro materiali reali: carta di giornale, carta da parati, il collage.

Cubismo: le cose da sapere

Cubismo: perché è importante

Il cubismo rompe con la prospettiva usata dal Rinascimento in poi. Da lì passano il futurismo, il costruttivismo, buona parte del design e della grafica del Novecento.

Il legame

Il cubismo è uno dei momenti centrali del modernismo: lo stesso bisogno di rompere le regole ereditate attraversa negli stessi anni letteratura, musica e architettura.

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Cubismo e il presente

Il cubismo ha osato un'idea che allora sembrava assurda: un oggetto non si capisce da un solo punto di vista. Bisogna girargli intorno, smontarlo, accostare lati che l'occhio non vede mai insieme.

Senza saperlo, viviamo in un mondo cubista. Una notizia ci arriva in frammenti, da un titolo, un video, un commento, un'immagine rilanciata; una persona la conosciamo attraverso profili diversi, ognuno con una faccia leggermente spostata. Lo schermo stesso è un collage di finestre aperte contemporaneamente. Picasso e Braque ricomponevano i frammenti su una superficie per restituire un'esperienza più completa della realtà. Il nostro rischio è l'opposto: accumulare sfaccettature senza mai ricomporle, scambiando la frammentazione per profondità. Forse la lezione più attuale del cubismo è questa: moltiplicare i punti di vista non basta, bisogna anche avere la pazienza di costruire, con quei pezzi, un'immagine che regga.

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