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Van Gogh

1853–1890

Come può il colore esprimere un'emozione invece di descrivere un oggetto?

Van Gogh in breve

Per Van Gogh il colore non serve a descrivere com'è un oggetto, ma a esprimere ciò che il pittore prova. Accosta colori complementari, gialli e blu, rossi e verdi, per farli vibrare. La pennellata è densa, visibile, segue la forma delle cose: il cielo della Notte stellata si muove come un mare.

Notte stellata — Vincent van Gogh, 1889
Notte stellata — Vincent van Gogh, 1889

L'opera

Notte stellata — Vincent van Gogh, 1889 · MoMA, New York

In circa dieci anni di attività Vincent van Gogh realizzò più di ottocento dipinti. In vita ne vendette pochissimi: l'unica vendita documentata con certezza è Il vigneto rosso, nel 1890.

Van Gogh: il contesto storico

Figlio di un pastore protestante olandese, Van Gogh è stato commesso in una galleria d'arte, insegnante e predicatore prima di dedicarsi alla pittura, quasi a trent'anni.

A Parigi, nel 1886, scopre l'impressionismo e le stampe giapponesi. Nel 1888 si trasferisce ad Arles, nel Sud della Francia, dove lo raggiunge Gauguin. A dicembre, durante una crisi, si ferisce l'orecchio. Passa un anno nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy e muore ad Auvers-sur-Oise nel 1890.

Van Gogh: l'idea centrale

Per Van Gogh il colore non serve a descrivere com'è un oggetto, ma a esprimere ciò che il pittore prova. Accosta colori complementari, gialli e blu, rossi e verdi, per farli vibrare.

La pennellata è densa, visibile, segue la forma delle cose: il cielo della Notte stellata si muove come un mare. L'emozione diventa materia.

Van Gogh: le cose da sapere

Van Gogh: perché è importante

Van Gogh è il ponte tra impressionismo ed espressionismo. Ed è all'origine di un mito moderno che resiste ancora: l'artista incompreso, la cui opera viene riconosciuta solo dopo la morte.

Il legame

Senza le stampe giapponesi, Van Gogh non sarebbe stato lo stesso. Da Hiroshige e Hokusai imparò i colori piatti, i contorni netti e le inquadrature audaci.

Leggi anche: Giapponismo →

Van Gogh e il presente

Van Gogh ha dipinto i cieli come li sentiva, non come li vedeva, e in vita quasi nessuno lo ha capito. Oggi i suoi girasoli stanno su tazze, ombrelli, cover di telefoni, e le sue notti stellate vengono proiettate in mostre immersive dove si cammina dentro i quadri. Il pittore ignorato è diventato uno dei più amati, e insieme uno dei più consumati.

Il paradosso ci riguarda. Abbiamo trasformato la sua fragilità in un racconto romantico, il genio incompreso e tormentato, quasi che il dolore fosse il prezzo necessario della bellezza. Ma ciò che resta davvero, nelle sue tele, è un'altra cosa: il coraggio di dire con il colore ciò che non si riesce a dire con le parole. In un tempo che ci chiede di mostrarci sempre sereni e riusciti, quei gialli troppo accesi ricordano che anche l'emozione nuda ha diritto a una forma.

Per approfondire

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