Lettura · Arte
L'arte romana
II secolo a.C. – IV secolo d.C.
I Romani hanno solo copiato i Greci, o hanno inventato qualcosa che usiamo ancora oggi?
L'arte romana in breve
I Romani ammiravano profondamente l'arte greca e la copiarono in grande quantità, ma crearono anche qualcosa di nuovo. Inventarono il ritratto realistico, capace di mostrare rughe e carattere, e usarono l'arte per celebrare le imprese dello Stato con archi trionfali e colonne istoriate. Grazie all'arco, alla volta e al calcestruzzo costruirono spazi enormi, come il Pantheon con la sua cupola.

L'opera
Pantheon — Architetto romano ignoto, sotto l'imperatore Adriano, 118–125 d.C. circa · Roma, piazza della Rotonda
In sintesi
I Romani ammiravano profondamente l'arte greca e la copiarono in grande quantità, ma crearono anche qualcosa di nuovo. Inventarono il ritratto realistico, capace di mostrare rughe e carattere, e usarono l'arte per celebrare le imprese dello Stato con archi trionfali e colonne istoriate. Grazie all'arco, alla volta e al calcestruzzo costruirono spazi enormi, come il Pantheon con la sua cupola. Le pareti delle loro case erano ricoperte di affreschi, che a Pompei si sono conservati fino a noi.
Il volto degli antenati
Nelle case delle famiglie nobili romane si conservavano le immagini degli antenati: maschere di cera ricavate dal volto dei defunti, che venivano mostrate durante i funerali. Avere molti antenati illustri era motivo di grande orgoglio.
Da questa tradizione nasce, tra il II e il I secolo a.C., un modo di ritrarre che oggi chiamiamo verismo. I busti in marmo mostrano uomini anziani con la fronte solcata da rughe, le guance scavate, la bocca stretta. Non c'è nessun tentativo di abbellire: anzi, i segni dell'età sono un vanto, perché raccontano una vita di serietà, sacrificio e servizio alla repubblica.
Con l'impero il ritratto cambia. L'Augusto di Prima Porta, ai Musei Vaticani, mostra il primo imperatore come un giovane eterno, sicuro e sereno. La sua posa riprende il Doriforo di Policleto: Augusto unisce il realismo romano all'ideale greco, per apparire allo stesso tempo uomo concreto e figura quasi divina.
Il ritratto romano diventa così uno strumento di comunicazione politica, diffuso ovunque nell'impero, anche sulle monete.
Archi, volte e calcestruzzo
I Greci costruivano soprattutto con colonne e travi orizzontali. I Romani perfezionano invece l'uso dell'arco, che scarica il peso verso i lati e permette di superare grandi distanze. Prolungando l'arco nello spazio ottengono la volta; facendolo ruotare su se stesso ottengono la cupola.
Il loro segreto è il calcestruzzo, un impasto di calce, acqua, pietre e una sabbia vulcanica chiamata pozzolana, dal nome di Pozzuoli. Si cola in casseforme e diventa solidissimo, anche sott'acqua. Con questo materiale costruiscono ponti, acquedotti, terme, porti e anfiteatri in tutto l'impero.
Il Colosseo, inaugurato nell'80 d.C. dall'imperatore Tito, mostra bene la fusione tra tecnica romana e stile greco. La struttura è fatta di archi e volte, ma sulla facciata le semicolonne seguono gli ordini greci, uno per piano: in basso il più semplice, in alto il corinzio. Qui le colonne non reggono più il peso dell'edificio: sono diventate soprattutto decorazione.
I Romani aggiungono anche due ordini propri: il tuscanico, molto semplice, e il composito, che unisce volute ioniche e foglie corinzie.
Il Pantheon, un cielo di pietra
Il Pantheon di Roma è uno degli edifici antichi meglio conservati al mondo. Un primo tempio fu costruito da Marco Agrippa, genero di Augusto, ed è il suo nome che si legge ancora sulla facciata. Ma l'edificio che vediamo oggi fu ricostruito sotto l'imperatore Adriano, tra il 118 e il 125 d.C. circa.
Da fuori sembra un tempio greco: un portico di colonne corinzie con un frontone. Ma appena entri lo spazio si apre in una grande sala rotonda coperta da una cupola. Il diametro misura circa 43 metri, esattamente quanto l'altezza dal pavimento alla sommità: dentro potrebbe stare una sfera perfetta.
La cupola è fatta di calcestruzzo, sempre più leggero man mano che si sale, e alleggerita da riquadri incavati chiamati cassettoni. In cima si apre l'oculo, un'apertura di circa nove metri, unica fonte di luce. Il sole disegna sulle pareti un cerchio che si sposta durante il giorno.
Dal 609 il Pantheon è una chiesa, e questo lo ha salvato. Vi sono sepolti Raffaello e i primi re d'Italia.
Raccontare la storia sul marmo
Per i Romani l'arte doveva anche ricordare le imprese dello Stato. Nascono così monumenti pensati per celebrare le vittorie.
L'arco trionfale è una grande porta isolata, sotto cui passavano i cortei dei vincitori. L'Arco di Tito, nel Foro Romano, ricorda la conquista di Gerusalemme del 70 d.C.: in un rilievo si vedono i soldati che portano via il grande candelabro a sette braccia del Tempio. L'Arco di Costantino, del 315 d.C., accanto al Colosseo, riutilizza perfino rilievi presi da monumenti più antichi.
La Colonna Traiana, inaugurata nel 113 d.C., racconta invece le guerre dell'imperatore Traiano contro i Daci, nell'attuale Romania. Un fregio a spirale lungo circa duecento metri sale fino in cima come un fumetto di pietra, con migliaia di figure: soldati che marciano, costruiscono ponti, combattono.
Nelle case, invece, l'arte serve a vivere meglio. Le pareti sono decorate con l'affresco: finte architetture, paesaggi, giardini, scene di mito. Gli studiosi le dividono in quattro stili pompeiani, che vanno da semplici finti marmi a vere e proprie finestre dipinte su mondi immaginari.
Le parole chiave
- verismo: Il modo di rappresentare un volto in modo molto fedele alla realtà, senza abbellirlo: rughe, guance scavate, difetti compresi.
- calcestruzzo: Un materiale da costruzione ottenuto mescolando calce, acqua, sabbia vulcanica e pezzi di pietra. Si può colare in una forma e diventa duro come la roccia.
- volta: Un soffitto curvo, costruito come un arco prolungato nello spazio. Permette di coprire grandi ambienti senza colonne in mezzo.
- oculo: Un'apertura rotonda, come un grande occhio, posta in alto in una cupola o in una parete per far entrare la luce.
- affresco: Pittura su muro fatta con colori stesi sull'intonaco ancora fresco. Asciugando, il colore diventa parte della parete e dura secoli.
Un esempio
Se entri in una stazione ferroviaria dell'Ottocento, in un grande museo o in un centro commerciale con una galleria a volta, stai camminando sotto un'invenzione romana. Il Panthéon di Parigi e il Campidoglio di Washington hanno cupole che discendono dal Pantheon di Roma. Anche il calcestruzzo, sotto forma di cemento armato, è oggi il materiale più usato al mondo nelle costruzioni. E ogni volta che una moneta porta il ritratto di un capo di Stato, ripete un'idea dei Romani.
Da ricordare
- I Romani ammirarono e copiarono l'arte greca, ma inventarono il ritratto realistico, detto verismo.
- Con arco, volta, cupola e calcestruzzo costruirono spazi enormi: acquedotti, terme, anfiteatri.
- Il Pantheon, ricostruito sotto Adriano, ha una cupola di circa 43 metri con l'oculo in cima.
- Archi trionfali e la Colonna Traiana raccontano in rilievo le vittorie dello Stato.
- Le case erano decorate con affreschi, che gli studiosi dividono in quattro stili pompeiani.
L'arte romana e il presente
Entrare nel Pantheon è un'esperienza che nessuna fotografia restituisce. Fuori c'è il rumore di Roma, dentro c'è un vuoto immenso e ordinato, sormontato da un cerchio di cielo. I Romani, spesso descritti come un popolo pratico, di ingegneri e soldati, qui hanno costruito qualcosa di quasi metafisico: uno spazio che esiste per contenere la luce.
Eppure il segreto di quella meraviglia è umile: un impasto di calce, pietre e sabbia vulcanica, sapientemente dosato. È l'idea più romana di tutte: la grandezza nasce dalla concretezza, l'idea più alta ha bisogno della tecnica giusta per stare in piedi. E c'è anche un'altra lezione, più sottile. Il Pantheon è sopravvissuto perché non è mai stato abbandonato: da tempio è diventato chiesa, ha cambiato funzione senza perdere senso. Le cose che durano, sembra dirci, sono quelle che continuano a servire a qualcuno.
Per approfondire
- Il Pantheon, Roma: da visitare a mezzogiorno di una giornata di sole
- Musei Vaticani, Roma: l'Augusto di Prima Porta
- Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (1951), romanzo sull'imperatore che ricostruì il Pantheon
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