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Raffaello

1483–1520

Come ha fatto un pittore morto a 37 anni a diventare, per secoli, il modello della bellezza perfetta?

Raffaello in breve

Raffaello Sanzio (1483–1520) è il pittore dell'armonia. Nato a Urbino, si forma presso il Perugino, poi a Firenze studia Leonardo e Michelangelo e ne fonde le lezioni in uno stile chiaro, equilibrato e dolce. È famoso per le sue Madonne e per le Stanze vaticane, dove dipinge la Scuola di Atene.

Scuola di Atene — Raffaello Sanzio, 1509–1511
Scuola di Atene — Raffaello Sanzio, 1509–1511

L'opera

Scuola di Atene — Raffaello Sanzio, 1509–1511 · Stanza della Segnatura, Musei Vaticani, Città del Vaticano

In sintesi

Raffaello Sanzio (1483–1520) è il pittore dell'armonia. Nato a Urbino, si forma presso il Perugino, poi a Firenze studia Leonardo e Michelangelo e ne fonde le lezioni in uno stile chiaro, equilibrato e dolce. È famoso per le sue Madonne e per le Stanze vaticane, dove dipinge la Scuola di Atene. Muore a soli 37 anni, ma per oltre tre secoli sarà considerato il modello assoluto della pittura.

Da Urbino a Firenze

Raffaello Sanzio nasce a Urbino nel 1483, città che allora era una delle corti più raffinate d'Italia, quella dei duchi di Montefeltro. Il padre, Giovanni Santi, è pittore e poeta di corte: il bambino cresce tra pennelli e colori. Rimane orfano molto giovane, prima della madre e poi del padre.

Da ragazzo lavora con Pietro Perugino, uno dei pittori più famosi dell'epoca, e impara così bene il suo stile dolce e ordinato che è difficile distinguere le loro opere. Ma Raffaello assorbe tutto ciò che vede, e poi lo supera.

Intorno al 1504 si trasferisce a Firenze. In città lavorano in quegli anni Leonardo e Michelangelo. Raffaello studia i loro disegni: da Leonardo impara la composizione a piramide e la morbidezza delle ombre, da Michelangelo la forza dei corpi. Non li copia: li traduce in una lingua tutta sua, più serena. A Firenze dipinge soprattutto quadri di devozione per famiglie private e ritratti. È giovane, gentile, abile nelle relazioni: tutti lo cercano.

Le Madonne

Le immagini più amate di Raffaello sono le sue Madonne: Maria con il Bambino, spesso insieme al piccolo Giovanni Battista. Ne dipinge molte, soprattutto negli anni fiorentini. Tra le più celebri ci sono la Madonna del Cardellino, oggi agli Uffizi, e la Madonna del Prato, a Vienna.

In questi quadri le figure formano una piramide, un'idea presa da Leonardo: la testa di Maria è la punta, i bambini sono alla base. Il paesaggio dietro è sereno, luminoso, con colline e alberi sottili. I gesti sono semplici e affettuosi: una madre che guarda i bambini giocare, un uccellino tenuto tra le mani. Il sacro si fa familiare.

A Roma Raffaello dipinge altre Madonne, più intense: la Madonna della Seggiola, rotonda, oggi a Palazzo Pitti, dove Maria stringe il figlio guardando direttamente verso di noi, e la Madonna Sistina, oggi a Dresda. In basso a quest'ultima ci sono due angioletti appoggiati al bordo, con il mento tra le mani: sono tra le immagini più riprodotte al mondo, su cartoline, tazze e quaderni.

La Scuola di Atene

Nel 1508 papa Giulio II chiama Raffaello a Roma per decorare le sue stanze private in Vaticano, oggi chiamate le Stanze di Raffaello. Nello stesso periodo, a pochi passi, Michelangelo dipinge la volta della Sistina.

Nella Stanza della Segnatura, tra il 1509 e il 1511, Raffaello dipinge la Scuola di Atene. In un grandioso edificio classico, con volte e statue, sono riuniti i grandi filosofi e scienziati dell'antichità. Al centro, sotto l'arco, camminano Platone e Aristotele. Platone indica il cielo, il mondo delle idee; Aristotele stende la mano verso terra, verso la realtà che si può osservare. In un solo gesto, due modi di pensare.

Raffaello presta ad alcuni filosofi i volti dei suoi contemporanei. Secondo una tradizione molto diffusa, Platone ha i tratti di Leonardo; il pensatore solitario appoggiato a un blocco, identificato con Eraclito, ricorda Michelangelo. All'estrema destra, tra i personaggi, Raffaello dipinge sé stesso, con un berretto scuro, mentre guarda verso di noi. Tutta la composizione è costruita con una prospettiva perfetta.

Il principe dei pittori

A Roma Raffaello diventa una celebrità. Dirige una grande bottega, con decine di aiutanti, che porta avanti contemporaneamente affreschi, quadri, arazzi e progetti di architettura. Alla morte del Bramante, nel 1514, viene nominato architetto della nuova basilica di San Pietro. Si occupa anche delle antichità di Roma e propone al papa di proteggerle dalla distruzione.

Muore improvvisamente il 6 aprile 1520, a soli 37 anni, mentre sta lavorando alla Trasfigurazione, oggi alla Pinacoteca Vaticana. È sepolto nel Pantheon, onore riservato a pochissimi.

La sua fama dopo la morte è immensa. Per più di tre secoli ogni accademia d'arte, da Roma a Parigi a Londra, insegna a disegnare guardando le sue opere: gli allievi copiano per anni i suoi disegni e i suoi affreschi, e la sua armonia diventa la regola. Solo a metà Ottocento un gruppo di pittori inglesi si ribella, fondando la Confraternita dei Preraffaelliti: volevano tornare all'arte di prima di Raffaello. Anche questa ribellione dimostra quanto fosse diventato il punto di riferimento.

Le parole chiave

Un esempio

Quando un grafico impagina un sito o una copertina, cerca un equilibrio: gli elementi devono sembrare al loro posto, lo sguardo deve sapere dove andare. Spesso usa una griglia invisibile o una forma a piramide, con l'elemento più importante in alto al centro. È la stessa logica delle Madonne di Raffaello. La sua armonia non è solo bellezza: è un modo di organizzare l'immagine che usiamo ancora oggi, spesso senza saperlo.

Da ricordare

Raffaello e il presente

Nella Scuola di Atene nessuno ha ragione da solo. Platone indica il cielo, Aristotele la terra, e Raffaello li fa camminare insieme, sotto lo stesso arco, nello stesso passo. Intorno, decine di pensatori discutono, scrivono, misurano, litigano. È il ritratto di una civiltà che crede nel dialogo, e il pittore vi si mette dentro in un angolo, come uno dei tanti.

Raffaello è stato a lungo accusato di essere troppo perfetto, troppo armonioso, quasi facile. Ma l'armonia non è l'assenza di contrasti: è l'arte di tenerli insieme senza che uno cancelli l'altro. In un tempo in cui il confronto si trasforma spesso in scontro, e le opinioni si separano in recinti, quell'immagine ci propone una possibilità diversa. Si può guardare in direzioni opposte e restare nella stessa stanza. Forse è questa la bellezza che le accademie non sapevano insegnare.

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