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Lettura · Opera lirica

Wagner e l'opera d'arte totale

1813–1883

Che cosa voleva dire Wagner con «opera d'arte totale»?

Wagner e l'opera d'arte totale in breve

Richard Wagner (1813–1883) è il compositore tedesco che ha rivoluzionato l'opera. Voleva un'«opera d'arte totale», in cui musica, poesia, teatro e scenografia fossero un'unica cosa. Inventò un modo nuovo di costruire la musica con i Leitmotiv, temi legati a personaggi e idee, e si fece costruire un teatro su misura a Bayreuth.

L'anello del Nibelungo — Richard Wagner, 1876
L'anello del Nibelungo — Richard Wagner, 1876

L'opera

L'anello del Nibelungo — Richard Wagner, 1876 · Festspielhaus, Bayreuth

In sintesi

Richard Wagner (1813–1883) è il compositore tedesco che ha rivoluzionato l'opera. Voleva un'«opera d'arte totale», in cui musica, poesia, teatro e scenografia fossero un'unica cosa. Inventò un modo nuovo di costruire la musica con i Leitmotiv, temi legati a personaggi e idee, e si fece costruire un teatro su misura a Bayreuth. È un genio musicale e una figura molto controversa, per le sue idee antisemite.

Un artista rivoluzionario

Wagner nasce a Lipsia nel 1813, lo stesso anno di Verdi. Da giovane ha successo come compositore e direttore d'orchestra a Dresda.

Nel 1849 partecipa ai moti rivoluzionari della città e, quando la rivolta fallisce, deve fuggire. Passa anni in esilio, soprattutto in Svizzera, spesso pieno di debiti.

In questo periodo scrive saggi teorici in cui spiega come dovrebbe essere il teatro del futuro: non più una sequenza di arie per far brillare i cantanti, ma un dramma in cui tutte le arti collaborano. È l'idea dell'opera d'arte totale.

Una musica senza interruzioni

Nell'opera italiana del tempo la musica era divisa in pezzi separati: recitativi, arie, duetti, cori, e il pubblico applaudiva dopo ogni aria.

Wagner elimina queste divisioni: la musica scorre senza pause per tutto un atto, come un fiume. L'orchestra diventa protagonista, non semplice accompagnamento.

Per orientarsi usa i Leitmotiv: ogni personaggio, oggetto o idea importante ha un suo breve tema musicale. Quando il tema ritorna, l'ascoltatore capisce di chi o di che cosa si sta parlando, anche se il personaggio non è in scena. La musica diventa un racconto parallelo alle parole.

L'Anello e Bayreuth

Il progetto più grande di Wagner è L'anello del Nibelungo: quattro opere collegate, tratte dalle saghe nordiche, che durano complessivamente circa quindici ore. Racconta di un anello magico che dà il potere sul mondo ma porta con sé una maledizione.

Per rappresentarlo come voleva, Wagner si fa costruire un teatro tutto suo a Bayreuth, in Baviera, con l'aiuto economico del re Ludovico II. Il Festspielhaus viene inaugurato nel 1876 con la prima rappresentazione completa dell'Anello.

È un teatro diverso da tutti: l'orchestra è nascosta sotto il palcoscenico, la sala è buia durante lo spettacolo, il pubblico deve solo ascoltare e guardare. Molte di queste abitudini, come spegnere le luci in sala, sono diventate normali in tutti i teatri.

Genio e ombre

Nel 1865 va in scena Tristano e Isotta. Il suo primo accordo, detto accordo del Tristano, è così ambiguo e irrisolto che molti storici lo considerano l'inizio della crisi della tonalità, che porterà alla musica del Novecento.

Wagner muore a Venezia nel 1883.

C'è però un lato oscuro. Nel 1850 aveva pubblicato un saggio apertamente antisemita, Il giudaismo nella musica. Dopo la sua morte, la sua musica e il festival di Bayreuth furono usati e celebrati dal nazismo, e Hitler ne era un grande ammiratore. Per questo in Israele la sua musica viene ancora oggi eseguita molto raramente. Come separare l'opera dall'autore resta una domanda aperta.

Le parole chiave

Un esempio

La Cavalcata delle Valchirie, tratta dall'Anello del Nibelungo, è la musica che accompagna l'attacco degli elicotteri nel film Apocalypse Now (1979). Il Leitmotiv, invece, è diventato la base delle colonne sonore del cinema: in Star Wars, per esempio, ogni personaggio ha il suo tema, e quando Darth Vader entra in scena senti la sua marcia.

Da ricordare

Wagner e l'opera d'arte totale e il presente

Quando entriamo in una sala cinematografica buia, con il suono che ci avvolge e l'attenzione tutta rivolta allo schermo, stiamo vivendo qualcosa che Wagner aveva immaginato per il suo teatro. Il pubblico al buio, l'orchestra nascosta, l'immersione completa nella storia: molte idee che oggi diamo per scontate nello spettacolo nascono dalla sua ambizione di un'opera d'arte totale. Anche il Leitmotiv, il tema musicale legato a un personaggio, è diventato la grammatica delle grandi colonne sonore.

Oggi l'arte totale ha nuovi nomi: i mondi narrativi delle saghe, i videogiochi, le esperienze immersive che fondono immagine, musica e interazione. Il desiderio è lo stesso, abitare un racconto invece di guardarlo da fuori. Ma Wagner ci lascia anche un'eredità inquietante. La sua opera e alcune sue idee, compreso il suo antisemitismo, furono usate dal nazismo come strumenti di propaganda. È un monito che resta attuale: più un'esperienza ci avvolge e ci commuove, più dobbiamo chiederci a quale visione del mondo ci stiamo consegnando.

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