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Lettura · Opera lirica

Maria Callas

1923–1977

Che cosa ha cambiato Maria Callas nel modo di cantare l'opera?

Maria Callas in breve

Maria Callas (1923–1977) è la cantante lirica più famosa del Novecento. Soprano di origine greca, cambiò il modo di intendere l'opera: per lei cantare non bastava, bisognava anche recitare, dare verità e profondità ai personaggi. Riportò in vita le opere del belcanto quasi dimenticate e diventò un'icona mondiale, amata e discussa, soprannominata «la Divina».

La traviata, regia di Luchino Visconti — Maria Callas, soprano, 1955
La traviata, regia di Luchino Visconti — Maria Callas, soprano, 1955

L'opera

La traviata, regia di Luchino Visconti — Maria Callas, soprano, 1955 · Teatro alla Scala, Milano

In sintesi

Maria Callas (1923–1977) è la cantante lirica più famosa del Novecento. Soprano di origine greca, cambiò il modo di intendere l'opera: per lei cantare non bastava, bisognava anche recitare, dare verità e profondità ai personaggi. Riportò in vita le opere del belcanto quasi dimenticate e diventò un'icona mondiale, amata e discussa, soprannominata «la Divina».

Da New York all'Arena di Verona

Maria Callas nasce a New York nel 1923 da genitori greci emigrati. Da adolescente si trasferisce con la madre ad Atene, dove studia canto con grande disciplina.

Nel 1947 debutta in Italia, all'Arena di Verona, nella Gioconda di Amilcare Ponchielli. Lì incontra il direttore d'orchestra Tullio Serafin, che diventa il suo mentore e la guida verso il repertorio che la renderà famosa.

La sua voce non è «perfetta» in senso tradizionale: ha colori diversi, a volte aspri. Ma è estremamente espressiva e capace di affrontare ruoli molto diversi tra loro.

La rinascita del belcanto

A metà del Novecento molte opere di Bellini e Donizetti erano quasi dimenticate: si pensava fossero solo esercizi di virtuosismo, belle ma vuote.

Callas le riporta in scena e mostra che dietro i passaggi virtuosistici ci sono personaggi tragici e profondi. La sua Norma di Bellini e la sua Lucia di Lammermoor di Donizetti diventano leggendarie.

Grazie a lei, nei decenni successivi, i teatri di tutto il mondo tornano a rappresentare queste opere. È il cosiddetto revival del belcanto.

Cantare e recitare

Prima di Callas molti cantanti d'opera stavano quasi fermi sul palco, concentrati solo sulla voce. Lei invece recita: ogni gesto, ogni sguardo, ogni colore della voce serve a raccontare il personaggio.

Negli anni Cinquanta lavora alla Scala con il regista Luchino Visconti. La sua Traviata del 1955, con la regia di Visconti, è considerata uno spettacolo storico.

Cambia anche aspetto fisico, dimagrendo molto, e diventa un'icona di eleganza. I giornali amano raccontare la sua rivalità con un'altra grande soprano, Renata Tebaldi, anche se in buona parte era alimentata dalla stampa e dai fan.

La Divina, tra mito e fragilità

La celebrità porta anche scandali. Nel 1958 a Roma, a una rappresentazione di Norma alla presenza del presidente della Repubblica, Callas lascia il teatro dopo il primo atto per problemi alla voce: i giornali la attaccano duramente.

La sua relazione con l'armatore greco Aristotele Onassis riempie le cronache mondane. La voce, intanto, comincia a declinare. Nel 1965 canta per l'ultima volta un'opera in scena, Tosca, a Londra.

Muore a Parigi nel 1977, a 53 anni. Le sue registrazioni sono ancora oggi tra le più ascoltate e studiate da chi ama e da chi fa l'opera.

Le parole chiave

Un esempio

Prova ad ascoltare la stessa aria, per esempio «Casta diva» dalla Norma di Bellini, cantata da Maria Callas e da un'altra soprano. Spesso le altre voci sono più levigate, ma con Callas senti che il personaggio sta pregando, soffrendo, sperando. È questa la sua rivoluzione: la tecnica al servizio dell'espressione.

Da ricordare

Maria Callas e il presente

Maria Callas ha mostrato che una voce non deve essere soltanto bella per essere grande. Poteva essere aspra, fragile, perfino imperfetta, purché fosse vera. Questa idea, che l'espressione conti più della perfezione tecnica, è diventata uno dei criteri con cui giudichiamo oggi qualunque interprete, dall'attore al cantante pop. Ci commuove chi ci fa credere a ciò che canta, non chi esegue senza sbavature.

C'è però anche il lato più moderno della sua storia: la celebrità. La Callas fu una delle prime artiste a vivere sotto lo sguardo costante dei giornali, con la vita privata trasformata in spettacolo, gli amori e i litigi raccontati come un romanzo pubblico. È un destino che oggi conosciamo bene, moltiplicato dagli schermi e dai social. La sua figura ci ricorda il prezzo di quell'esposizione, e la distanza tra la persona e il personaggio. Viene da chiedersi se, nel nostro tempo di immagini perfette e corrette, sapremmo ancora riconoscere la verità di una voce imperfetta.

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