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Lettura · Opera lirica

Rossini e il belcanto

1792–1868

Che cosa significa «belcanto» e perché Rossini era la star del suo tempo?

Rossini e il belcanto in breve

Gioachino Rossini (1792–1868) è il compositore italiano più famoso del primo Ottocento, una vera star in tutta Europa. Il suo stile è il belcanto: melodie brillanti, voci agili capaci di virtuosismi, ritmo travolgente. Il suo capolavoro comico è Il barbiere di Siviglia.

Il barbiere di Siviglia — Gioachino Rossini, 1816
Il barbiere di Siviglia — Gioachino Rossini, 1816

L'opera

Il barbiere di Siviglia — Gioachino Rossini, 1816 · Teatro Argentina, Roma

In sintesi

Gioachino Rossini (1792–1868) è il compositore italiano più famoso del primo Ottocento, una vera star in tutta Europa. Il suo stile è il belcanto: melodie brillanti, voci agili capaci di virtuosismi, ritmo travolgente. Il suo capolavoro comico è Il barbiere di Siviglia. A 37 anni, dopo il Guglielmo Tell, smette di scrivere opere e vive altri quarant'anni tra musica da salotto e buona cucina.

Un talento precoce

Rossini nasce a Pesaro nel 1792 da una famiglia di musicisti: il padre suona il corno, la madre è cantante. Studia a Bologna e a diciotto anni ha già la sua prima opera in scena.

Scrive con una velocità impressionante: a volte un'opera in poche settimane, riutilizzando pezzi di opere precedenti quando serve. Tra i venti e i trent'anni compone decine di opere per i teatri di Venezia, Milano, Roma e Napoli.

Il pubblico lo adora: le sue melodie si canticchiano per strada il giorno dopo la prima.

Il barbiere di Siviglia

Nel 1816 a Roma, al Teatro Argentina, va in scena Il barbiere di Siviglia. La prima sera è un disastro, anche per colpa dei sostenitori di un altro compositore che avevano scritto un'opera sulla stessa storia. Dalla seconda sera diventa un trionfo, e non ha mai smesso di essere rappresentato.

È un'opera buffa: il barbiere Figaro, furbo e pieno di risorse, aiuta un conte a conquistare la giovane Rosina, sorvegliata da un vecchio tutore che vuole sposarla.

La celebre aria di Figaro, «Largo al factotum», con il suo «Figaro qua, Figaro là», è uno dei brani d'opera più conosciuti al mondo.

Il belcanto

Lo stile di Rossini e dei suoi successori si chiama belcanto. Al centro c'è la voce: deve essere bella, morbida, controllata, e capace di eseguire passaggi velocissimi, le colorature, con precisione e leggerezza.

Il ritmo è brillante, l'orchestra frizzante. Rossini inventa anche un effetto che diventa la sua firma: il crescendo, in cui una stessa frase si ripete sempre più forte e più fitta, fino all'esplosione.

Dopo di lui il belcanto continua con Vincenzo Bellini, autore di Norma (1831), e Gaetano Donizetti, autore di L'elisir d'amore (1832) e Lucia di Lammermoor (1835).

Il grande silenzio

Nel 1824 Rossini si trasferisce a Parigi, dove è accolto come una celebrità. Nel 1829 presenta il Guglielmo Tell, opera seria in francese, la cui ouverture con la famosa galoppata finale è diventata celebre anche grazie a film e cartoni animati.

Poi, a soli 37 anni, smette di scrivere opere. Le ragioni non sono del tutto chiare: stanchezza, problemi di salute, il cambiamento dei gusti del pubblico, la sicurezza economica raggiunta.

Vive ancora quasi quarant'anni, componendo pezzi brevi per pianoforte e voce, che chiama ironicamente Peccati di vecchiaia. È famoso anche come buongustaio: un piatto francese, il filetto alla Rossini, porta il suo nome.

Le parole chiave

Un esempio

Se hai visto un cartone animato in cui un personaggio corre a perdifiato su una musica di galoppo velocissima, quasi certamente era il finale dell'ouverture del Guglielmo Tell. E se senti qualcuno cantare «Figaro, Figaro, Figaaaro!» per scherzo, sta citando il Barbiere di Siviglia. Rossini è dentro la cultura pop più di quanto si pensi.

Da ricordare

Rossini e il belcanto e il presente

Rossini era una star nel senso che oggi diamo alla parola: le sue arie si fischiettavano per strada, i teatri si contendevano le sue opere, il pubblico europeo lo seguiva con entusiasmo. Molto prima dei divi del cinema e del pop, mostrò che un artista poteva diventare un fenomeno collettivo, capace di dettare il gusto di un'epoca e di trasformare la musica in un evento da non perdere.

Il belcanto, con le sue voci agili e i suoi virtuosismi, ci parla anche di un piacere che oggi conosciamo bene: lo stupore davanti all'abilità tecnica, al gesto spinto al limite. È lo stesso fascino che proviamo per un acrobata, un atleta, un musicista capace di cose impossibili. Ma Rossini offre anche un esempio più insolito. Si ritirò dalla composizione di opere ancora giovane, all'apice del successo, e visse a lungo lontano dalla scena. In un tempo che chiede di produrre senza sosta, il suo silenzio resta una scelta enigmatica, e quasi una provocazione.

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