Lettura · Filosofia
Nietzsche
1844–1900
Cosa voleva dire Nietzsche con «Dio è morto»?
Nietzsche in breve
«Dio è morto» non è un grido di trionfo ateo, ma una diagnosi: la fede che reggeva la morale europea non convince più, e di conseguenza i valori fondati su di essa vacillano. Nietzsche chiede una «trasvalutazione di tutti i valori».

L'opera
Così parlò Zarathustra — Friedrich Nietzsche, 1883–85 · Chemnitz e Lipsia
Nella Gaia scienza, del 1882, un uomo folle corre al mercato con una lanterna accesa in pieno giorno e annuncia: Dio è morto, e siamo stati noi a ucciderlo. La gente intorno ride.
Nietzsche: il contesto storico
Friedrich Nietzsche è nominato professore di filologia classica a Basilea a soli ventiquattro anni. È influenzato da Schopenhauer e per anni è amico di Wagner, da cui poi si allontana.
La salute lo costringe a lasciare l'insegnamento. Scrive viaggiando tra Svizzera, Italia e Francia. Nel 1889, a Torino, crolla mentalmente e non si riprende più.
Nietzsche: l'idea centrale
«Dio è morto» non è un grido di trionfo ateo, ma una diagnosi: la fede che reggeva la morale europea non convince più, e di conseguenza i valori fondati su di essa vacillano.
Nietzsche chiede una «trasvalutazione di tutti i valori». I suoi concetti più noti, l'oltreuomo, l'eterno ritorno, la volontà di potenza, sono tentativi di immaginare un'umanità capace di creare i propri valori.
Nietzsche: le cose da sapere
- Così parlò Zarathustra fu pubblicato tra il 1883 e il 1885.
- La sorella Elisabeth curò e manipolò gli scritti postumi, componendo il libro La volontà di potenza. Questo favorì un'appropriazione delle sue idee da parte del nazismo.
- L'interpretazione di molti suoi concetti, a partire dall'oltreuomo, è ancora oggetto di forte discussione.
Nietzsche: perché è importante
Esistenzialismo, psicoanalisi, pensiero postmoderno, molta letteratura del Novecento si confrontano con Nietzsche. La domanda su dove trovare il senso, se non in qualcosa di dato, è ancora la nostra.
Il legame
Nietzsche è il grande analista del nichilismo: lo descrive come il destino dell'Europa moderna e cerca una via per superarlo.
Nietzsche e il presente
Quando Nietzsche scrive che Dio è morto, non canta una vittoria: constata che i valori su cui l'Europa si reggeva hanno perso il loro fondamento, e che nessuno sa ancora con che cosa sostituirli. È una diagnosi, e una vertigine.
Più di un secolo dopo, quella vertigine è diventata la condizione ordinaria di molti. Non abbiamo un'autorità unica che dica come vivere, e ognuno è chiamato a costruire da sé il proprio senso. Il mercato offre risposte pronte, stili di vita, promesse di realizzazione personale, mentre altri cercano rifugio in certezze rigide. Nietzsche è stato spesso frainteso, persino strumentalizzato, ma la sua domanda resta limpida e scomoda: siamo capaci di creare valori che non dipendano dall'approvazione altrui? In un tempo in cui ci misuriamo in like e visualizzazioni, forse la sfida è proprio questa, trovare dentro di noi un criterio che non si lasci contare.
Per approfondire
- Friedrich Nietzsche, La gaia scienza (1882)
- Sue Prideaux, Sono dinamite! Vita di Friedrich Nietzsche (2018)
Altre letture di Filosofia
- Nichilismo — Cosa succede quando i valori su cui si regge una società smettono di convincere?
- Esistenzialismo — Se nessuno ci dice chi essere, chi siamo?
- Sartre — Perché per Sartre siamo «condannati a essere liberi»?
- Illuminismo — Cosa vuol dire avere il coraggio di usare la propria ragione?