Lettura · Filosofia
Illuminismo
XVIII secolo
Cosa vuol dire avere il coraggio di usare la propria ragione?
Illuminismo in breve
L'Illuminismo è un movimento di idee nato in Europa nel Settecento. La sua convinzione di fondo è semplice: ogni persona può e deve usare la propria ragione per capire il mondo, invece di accettare ciò che dicono il re, la Chiesa o la tradizione. Da qui nascono idee che oggi diamo per scontate: i diritti delle persone, la tolleranza religiosa, la scienza come metodo, la separazione dei poteri.

L'opera
Encyclopédie — Diderot e d'Alembert, 1751–72 · Parigi
Nel 1784 il filosofo Immanuel Kant risponde in un articolo alla domanda «che cos'è l'Illuminismo?». La sua risposta: l'uscita dell'uomo da uno stato di minorità di cui è lui stesso responsabile. Il motto è Sapere aude, abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza.
Illuminismo: il contesto storico
Nel Seicento la rivoluzione scientifica, da Galileo a Newton, aveva mostrato la potenza della ragione e del metodo sperimentale.
Nel Settecento queste idee si diffondono grazie a giornali, salotti, caffè, accademie e logge. Si forma un'opinione pubblica.
Illuminismo: l'idea centrale
L'Illuminismo è un movimento europeo che vuole usare la ragione per criticare pregiudizi, superstizioni e poteri arbitrari.
Promuove la tolleranza religiosa, i diritti individuali, la separazione dei poteri, la diffusione del sapere, la fiducia nel progresso. Voltaire, Montesquieu, Rousseau, Diderot e d'Alembert ne sono figure centrali.
Illuminismo: le cose da sapere
- L'Encyclopédie diretta da Diderot e d'Alembert fu pubblicata tra il 1751 e il 1772.
- A Milano, nel 1764, Cesare Beccaria pubblicò Dei delitti e delle pene, contro la tortura e la pena di morte.
- Nel Novecento alcuni filosofi, come Horkheimer e Adorno, hanno sostenuto che la ragione illuminista contenesse anche i germi del dominio e della violenza.
Illuminismo: perché è importante
Diritti umani, metodo scientifico, laicità, democrazia liberale: buona parte dei principi su cui si basano le società occidentali di oggi viene dall'Illuminismo.
Il legame
Le idee illuministe sulla sovranità, i diritti e l'uguaglianza diventano politica concreta, e conflitto, con la Rivoluzione francese.
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In sintesi
L'Illuminismo è un movimento di idee nato in Europa nel Settecento. La sua convinzione di fondo è semplice: ogni persona può e deve usare la propria ragione per capire il mondo, invece di accettare ciò che dicono il re, la Chiesa o la tradizione. Da qui nascono idee che oggi diamo per scontate: i diritti delle persone, la tolleranza religiosa, la scienza come metodo, la separazione dei poteri.
Il mondo prima dei Lumi
All'inizio del Settecento la maggior parte degli europei vive in campagna, non sa leggere e obbedisce a un sovrano che governa con un potere quasi illimitato: è l'assolutismo.
La società è divisa in ordini con diritti diversi. Il clero e la nobiltà hanno privilegi: pagano poche tasse, hanno tribunali propri, occupano le cariche importanti. Tutti gli altri no.
Anche le verità vengono dall'alto. Che cosa sia giusto, come sia fatto il mondo, chi debba comandare: lo stabiliscono la Chiesa, il re e i testi antichi. Chi pubblica idee contrarie rischia la censura o la prigione.
La scintilla: la scienza
Nel secolo precedente era successo qualcosa di decisivo. Scienziati come Galileo Galilei e Isaac Newton avevano dimostrato che la natura segue leggi precise, che si possono scoprire osservando, misurando e ragionando.
Newton, con una sola legge, quella della gravitazione, spiegava sia la caduta di una mela sia il moto dei pianeti. Era la prova che la ragione umana poteva spiegare il mondo.
I pensatori del Settecento si fanno allora una domanda: se la ragione funziona così bene per capire la natura, perché non usarla anche per capire la società, la politica, la religione, la giustizia?
Il coraggio di pensare
Nel 1784 il filosofo tedesco Immanuel Kant scrive un breve articolo per rispondere a una domanda: che cos'è l'Illuminismo?
La sua risposta è diventata famosa. L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo da uno stato di «minorità», cioè dall'incapacità di usare la propria intelligenza senza qualcuno che ti guidi. E questa incapacità, dice Kant, non dipende dalla mancanza di intelligenza, ma dalla mancanza di coraggio.
Per questo propone un motto latino: Sapere aude, abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza.
Anche il nome del movimento lo dice: le «luci» della ragione devono illuminare il buio dei pregiudizi e della superstizione. In francese si parla di Lumières, in inglese di Enlightenment.
I protagonisti e le loro idee
Voltaire è lo scrittore più famoso dell'epoca. Combatte l'intolleranza religiosa: nel 1762 a Tolosa un commerciante protestante, Jean Calas, viene giustiziato con un'accusa falsa, e Voltaire si batte finché nel 1765 ne ottiene la riabilitazione.
Montesquieu, nello Spirito delle leggi (1748), teorizza la separazione dei poteri. Jean-Jacques Rousseau, nel Contratto sociale (1762), sostiene che il potere è legittimo solo se nasce dalla volontà dei cittadini.
A Milano Cesare Beccaria pubblica nel 1764 Dei delitti e delle pene, un libro contro la tortura e la pena di morte che viene letto in tutta Europa.
Denis Diderot e Jean-Baptiste d'Alembert dirigono l'Encyclopédie (1751–1772): un'opera enorme che vuole raccogliere tutto il sapere, compresi i mestieri e le tecniche, perché chiunque possa imparare.
Come si diffondono le idee
Le idee illuministe circolano grazie a libri, giornali e riviste, ma anche in luoghi nuovi: i caffè, i salotti, spesso animati da donne colte, le accademie scientifiche, le logge massoniche. Qui persone di ceti diversi discutono alla pari. Nasce così l'opinione pubblica.
Alcuni sovrani provano a usare queste idee per riformare i loro stati. Si parla di «dispotismo illuminato»: Federico II di Prussia, Caterina II di Russia, gli Asburgo d'Austria.
Nel Granducato di Toscana, nel 1786, Pietro Leopoldo abolisce la pena di morte e la tortura: è il primo stato al mondo a farlo con una legge. È l'idea di Beccaria che diventa realtà.
I limiti dell'Illuminismo
Gli illuministi parlavano di ragione e di uguaglianza, ma spesso con molte esclusioni. La maggior parte di loro non pensava che le donne dovessero avere gli stessi diritti degli uomini. Molti consideravano i popoli non europei inferiori, e il commercio degli schiavi continuò proprio in quel secolo.
Nell'Ottocento il Romanticismo accuserà l'Illuminismo di essere troppo freddo e astratto. Nel Novecento alcuni filosofi sosterranno che la fiducia assoluta nella ragione può diventare anche uno strumento di dominio.
Resta il fatto che il metodo illuminista, criticare tutto con la ragione, permette di criticare anche i limiti dello stesso Illuminismo. Ed è proprio partendo da quelle idee che nei secoli successivi i diritti verranno estesi a chi ne era escluso.
Le parole chiave
- ragione: La capacità di pensare con la propria testa: verificare le cose con la logica e l'esperienza, invece di crederci per abitudine o per obbedienza.
- assolutismo: Forma di governo in cui il re ha un potere totale, senza limiti né controlli, e lo giustifica dicendo che gli viene da Dio. Nel Settecento era la regola in gran parte d'Europa.
- tolleranza: Rispettare chi ha idee o religioni diverse dalle proprie, senza perseguitarlo né escluderlo.
- separazione dei poteri: L'idea che chi fa le leggi (potere legislativo), chi le applica (esecutivo) e chi giudica (giudiziario) debbano essere persone o organi diversi, così che nessuno abbia troppo potere.
- opinione pubblica: L'insieme delle idee che le persone si formano discutendo liberamente tra loro: nei giornali, nei caffè, nei salotti. Prima del Settecento quasi non esisteva.
Un esempio
Quando leggi una notizia sorprendente e, prima di condividerla, controlli la fonte, cerchi altre versioni e ti chiedi chi l'ha scritta e perché, stai usando l'atteggiamento illuminista. Non conta solo che cosa pensi, ma come ci arrivi: con prove e ragionamenti, non perché qualcuno con autorità te l'ha detto.
Da ricordare
- L'Illuminismo è un movimento del Settecento basato sulla fiducia nella ragione di ogni persona.
- Combatte l'assolutismo, i privilegi, la superstizione e l'intolleranza religiosa.
- Le sue idee, come i diritti, la separazione dei poteri e l'abolizione della tortura, sono alla base delle democrazie di oggi.
Illuminismo e il presente
Non ci è mai stato così facile sapere, e forse mai così difficile pensare da soli. Abbiamo in tasca più informazioni di quante ne contenesse l'intera Encyclopédie, eppure la tentazione di affidare il giudizio a qualcun altro non è scomparsa: ha solo cambiato volto. Al posto del re e della tradizione ci sono il parere dell'esperto più seguito, la risposta pronta di una macchina, la maggioranza rumorosa di un commento.
Il coraggio di cui parlava Kant non consisteva nel sapere tutto, ma nel non rinunciare al proprio pensiero per pigrizia o per comodità. È un esercizio meno eroico di quanto sembri: verificare una fonte, sospendere un giudizio, ammettere di aver cambiato idea. In un tempo che premia la velocità, la ragione illuminista chiede lentezza e dubbio. Non è un'eredità da museo. È una pratica fragile, che va rinnovata ogni volta che apriamo uno schermo e decidiamo, o non decidiamo, a che cosa credere.
Per approfondire
- Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene (1764)
- Voltaire, Candido (1759)
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