Lettura · Filosofia
Esistenzialismo
1940–1960
Se nessuno ci dice chi essere, chi siamo?
Esistenzialismo in breve
Per l'esistenzialismo «l'esistenza precede l'essenza»: non nasciamo con una natura già definita, siamo ciò che facciamo di noi stessi. Questo significa libertà totale, ma anche responsabilità totale. Da qui l'angoscia, e la tentazione della «malafede»: fingere di non avere scelta.

L'opera
Lo straniero — Albert Camus, 1942 · Gallimard, Parigi
Parigi, ottobre 1945. Jean-Paul Sartre tiene la conferenza «L'esistenzialismo è un umanismo». Secondo le cronache la sala è talmente affollata che alcune persone si sentono male.
Esistenzialismo: il contesto storico
L'esistenzialismo affonda le radici nell'Ottocento di Kierkegaard e nella filosofia di Heidegger. Ma diventa un fenomeno culturale nella Francia uscita dall'occupazione nazista.
I caffè di Saint-Germain-des-Prés diventano il suo teatro: filosofi, scrittori, musicisti jazz, una gioventù vestita di nero.
Esistenzialismo: l'idea centrale
Per l'esistenzialismo «l'esistenza precede l'essenza»: non nasciamo con una natura già definita, siamo ciò che facciamo di noi stessi.
Questo significa libertà totale, ma anche responsabilità totale. Da qui l'angoscia, e la tentazione della «malafede»: fingere di non avere scelta.
Esistenzialismo: le cose da sapere
- Simone de Beauvoir pubblicò Il secondo sesso nel 1949, con la celebre idea che donna non si nasce, lo si diventa.
- Albert Camus, autore dello Straniero (1942), viene spesso associato all'esistenzialismo, ma rifiutò sempre l'etichetta.
- Esiste anche un esistenzialismo religioso, che parte da Kierkegaard: l'esistenzialismo non è necessariamente ateo.
Esistenzialismo: perché è importante
L'idea di autenticità, la responsabilità delle proprie scelte, la libertà come peso oltre che come diritto: sono temi che l'esistenzialismo ha reso parte del nostro modo di pensare.
Il legame
Sartre è la figura simbolo dell'esistenzialismo francese: filosofo, romanziere, drammaturgo, intellettuale impegnato.
Esistenzialismo e il presente
Viviamo nell'epoca che l'esistenzialismo aveva in qualche modo previsto, ma con un rovesciamento curioso. Nessuno ci dice più chi essere, è vero; in compenso tutto ci suggerisce chi potremmo diventare. Profili da curare, carriere da reinventare, versioni migliori di noi stessi da inseguire. La libertà di scegliersi è diventata un mercato, e l'angoscia di cui parlavano i filosofi del dopoguerra si presenta oggi come ansia da prestazione.
C'è però qualcosa che quella stagione ci ha lasciato e che vale ancora: l'idea che non siamo un'essenza da scoprire, ma una storia da scrivere con le azioni. Non conta ciò che dichiariamo di essere in una biografia di poche righe, conta ciò che facciamo quando nessuno guarda e nessuno mette un segno di approvazione. Forse il vero gesto esistenzialista, adesso, non è cercare a ogni costo la propria autenticità, ma assumersi la responsabilità di una scelta e restarle fedeli abbastanza a lungo da vederne le conseguenze.
Per approfondire
- Albert Camus, Lo straniero (1942)
- Sarah Bakewell, Al caffè degli esistenzialisti (2016)
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