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Mozart e il Classicismo

1756–1791

Che cosa rende la musica di Mozart così chiara e naturale?

Mozart e il Classicismo in breve

Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) è il simbolo del Classicismo musicale, lo stile che cerca chiarezza, equilibrio ed eleganza. Bambino prodigio, girò l'Europa suonando davanti ai re; da adulto scelse di vivere a Vienna come musicista indipendente. In soli 35 anni di vita scrisse più di seicento opere: sinfonie, concerti, musica da camera e opere liriche come Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Il flauto magico.

Don Giovanni — W. A. Mozart, libretto di Lorenzo Da Ponte, 1787
Don Giovanni — W. A. Mozart, libretto di Lorenzo Da Ponte, 1787

L'opera

Don Giovanni — W. A. Mozart, libretto di Lorenzo Da Ponte, 1787 · Teatro degli Stati, Praga

In sintesi

Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) è il simbolo del Classicismo musicale, lo stile che cerca chiarezza, equilibrio ed eleganza. Bambino prodigio, girò l'Europa suonando davanti ai re; da adulto scelse di vivere a Vienna come musicista indipendente. In soli 35 anni di vita scrisse più di seicento opere: sinfonie, concerti, musica da camera e opere liriche come Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Il flauto magico.

Il bambino prodigio

Mozart nasce a Salisburgo, in Austria, nel 1756. Suo padre Leopold è un musicista di corte e si accorge subito del talento del figlio: a cinque anni Wolfgang compone piccoli brani, a sei suona davanti all'imperatrice Maria Teresa.

Per anni il padre porta lui e la sorella Nannerl in tournée per l'Europa: Monaco, Parigi, Londra, l'Italia. Il bambino suona bendato, improvvisa, compone. È una celebrità, ma vive una vita durissima, sempre in viaggio.

In Italia studia l'opera, che allora era soprattutto italiana, e impara la lingua: molte delle sue opere più famose saranno in italiano.

Libero a Vienna

Tornato a Salisburgo, Mozart lavora per l'arcivescovo, che lo tratta come un servitore. Nel 1781, dopo un litigio, lascia il posto e si trasferisce a Vienna.

È una scelta coraggiosa: vuole vivere come musicista indipendente, guadagnando con concerti, lezioni, commissioni e la vendita della sua musica. Per qualche anno ha grande successo, poi le entrate diventano incerte.

A Vienna conosce Joseph Haydn, che diventa suo amico e lo considera il più grande compositore che conosca. Scrive sinfonie, concerti per pianoforte, quartetti per archi: forme che portano il Classicismo alla perfezione.

Le grandi opere con Da Ponte

Mozart ama il teatro. Con il librettista italiano Lorenzo Da Ponte crea tre capolavori in lingua italiana: Le nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790).

Queste opere mescolano comico e serio, e i personaggi, servi, nobili, donne, sono persone vere, con sentimenti complessi. Le nozze di Figaro, tratto da una commedia francese considerata scandalosa, mostra servi più intelligenti dei loro padroni.

Nel 1791 compone Il flauto magico, in tedesco, una fiaba piena di simboli destinata a un teatro popolare. Nello stesso anno lavora al Requiem, una messa per i defunti, ma muore a dicembre, a 35 anni, senza riuscire a finirlo. Lo completerà il suo allievo Franz Xaver Süssmayr.

Il mito di Mozart

Attorno alla morte di Mozart sono nate molte leggende. La più famosa vuole che il compositore Antonio Salieri, rivale invidioso, lo abbia avvelenato. È un mito senza alcun fondamento, reso popolare dal film Amadeus di Miloš Forman (1984).

Anche l'idea di un Mozart sempre povero e incompreso è esagerata: ebbe periodi di difficoltà economica, ma era famoso e stimato.

Le sue opere sono catalogate nel catalogo Köchel: per questo si indicano con la lettera K seguita da un numero. Il Requiem, per esempio, è K 626.

Le parole chiave

Un esempio

La celebre Piccola serenata notturna (Eine kleine Nachtmusik), che probabilmente hai sentito in pubblicità o nei film, è un esempio perfetto di Classicismo. La melodia d'apertura è semplicissima, quasi una scala che sale, eppure tutto suona chiaro, ordinato ed elegante. Nessuna parte è di troppo: è questo l'ideale classico.

Da ricordare

Mozart e il Classicismo e il presente

La chiarezza di Mozart ha qualcosa di ingannevole. Sembra facile, quasi ovvia, come se quelle melodie fossero sempre esistite e lui si fosse limitato a trascriverle. È invece il risultato di un equilibrio difficilissimo, in cui ogni nota è al suo posto e nulla appare forzato. Chiunque abbia provato a scrivere un testo semplice sa quanto lavoro nasconda la semplicità.

In un'epoca che spesso confonde la complessità con la profondità, e l'eccesso con l'espressione, questa chiarezza è un antidoto. Vale per un oggetto di design, per un'interfaccia, per una lettera, per un discorso pubblico: la vera eleganza è far sembrare naturale ciò che è stato costruito con cura. C'è poi la scelta di Mozart di vivere a Vienna come musicista indipendente, rinunciando alla sicurezza di un impiego fisso. Un azzardo che oggi molti conoscono bene, tra libertà creativa e precarietà. La sua vita breve ci ricorda che l'autonomia ha un prezzo, e che la leggerezza della sua musica non nasceva da una vita leggera.

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