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Jazz

dal 1910

Come ha fatto una musica nata a New Orleans a diventare il suono della modernità?

Jazz in breve

Il cuore del jazz è l'improvvisazione: i musicisti partono da una struttura e la reinventano in tempo reale, in dialogo tra loro. In pochi decenni cambia volto molte volte: lo swing delle big band negli anni Trenta, il bebop di Charlie Parker e Dizzy Gillespie negli anni Quaranta, il jazz modale, il free jazz.

Kind of Blue — Miles Davis, 1959 (fotografia)
Kind of Blue — Miles Davis, 1959 (fotografia)

L'opera

Kind of Blue — Miles Davis, 1959 · Columbia Records

Nel 1917 la Original Dixieland Jass Band incide quello che viene considerato il primo disco di jazz. Un paradosso: era un gruppo di musicisti bianchi, mentre il jazz era nato nelle comunità afroamericane.

Jazz: il contesto storico

Il jazz nasce a New Orleans a cavallo tra Ottocento e Novecento, dall'incontro di blues, ragtime, canti religiosi e bande di ottoni.

Con la grande migrazione dei neri americani dal Sud verso il Nord, il jazz arriva a Chicago e New York, e grazie a dischi e radio conquista il mondo.

Jazz: l'idea centrale

Il cuore del jazz è l'improvvisazione: i musicisti partono da una struttura e la reinventano in tempo reale, in dialogo tra loro.

In pochi decenni cambia volto molte volte: lo swing delle big band negli anni Trenta, il bebop di Charlie Parker e Dizzy Gillespie negli anni Quaranta, il jazz modale, il free jazz.

Jazz: le cose da sapere

Jazz: perché è importante

Il jazz è la radice di gran parte della musica popolare del Novecento. È anche una storia di creatività afroamericana, segregazione e appropriazione culturale, temi ancora centrali oggi.

Il legame

Il jazz diventa per molti intellettuali europei del dopoguerra il suono della libertà e della modernità. La Nouvelle Vague lo usa nelle sue colonne sonore.

Leggi anche: Nouvelle Vague →

Jazz e il presente

Il jazz è nato nelle comunità afroamericane di New Orleans, da storie di esclusione e di resistenza, ed è diventato il suono della modernità. Il suo cuore è l'improvvisazione: una struttura condivisa, dentro la quale ognuno inventa ascoltando gli altri.

È un modello che parla al nostro tempo più di quanto sembri. Molti lavori, e molte vite, non seguono più una partitura scritta in anticipo; bisogna adattarsi, rispondere, reinventarsi mentre le cose accadono. Ma il jazz insegna che improvvisare non significa fare qualunque cosa. Richiede ascolto, conoscenza profonda delle regole, fiducia nei compagni. È un dialogo, non un assolo continuo. In un'epoca che celebra la voce individuale e spesso dimentica di ascoltare, questa musica ricorda che la libertà più bella nasce dentro una relazione. E ci ricorda anche che i suoni che hanno cambiato il mondo sono nati spesso ai margini, da chi non aveva voce altrove.

Per approfondire

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