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Lettura · Opera lirica

Monteverdi e la nascita dell'opera

1600–1643

Perché, intorno al 1600, qualcuno decise di raccontare una storia tutta cantata?

Monteverdi e la nascita dell'opera in breve

L'opera lirica è uno spettacolo teatrale in cui la storia viene raccontata cantando, con l'accompagnamento di un'orchestra. Nasce in Italia intorno al 1600, quando un gruppo di intellettuali fiorentini cerca di far rivivere la tragedia greca. Il primo grande capolavoro è L'Orfeo di Claudio Monteverdi, rappresentato a Mantova nel 1607.

L'Orfeo — Claudio Monteverdi, libretto di Alessandro Striggio, 1607
L'Orfeo — Claudio Monteverdi, libretto di Alessandro Striggio, 1607

L'opera

L'Orfeo — Claudio Monteverdi, libretto di Alessandro Striggio, 1607 · Palazzo Ducale, Mantova

In sintesi

L'opera lirica è uno spettacolo teatrale in cui la storia viene raccontata cantando, con l'accompagnamento di un'orchestra. Nasce in Italia intorno al 1600, quando un gruppo di intellettuali fiorentini cerca di far rivivere la tragedia greca. Il primo grande capolavoro è L'Orfeo di Claudio Monteverdi, rappresentato a Mantova nel 1607. Pochi decenni dopo, a Venezia, l'opera diventa uno spettacolo per un pubblico pagante e si diffonde in tutta Europa.

Un'idea fiorentina

Alla fine del Cinquecento, a Firenze, un gruppo di nobili, poeti e musicisti si riunisce in casa del conte Giovanni de' Bardi. È chiamato Camerata fiorentina.

Sono affascinati dalla tragedia dell'antica Grecia, e sono convinti che gli attori greci non recitassero, ma cantassero. Vogliono ricreare quel tipo di spettacolo.

Nella musica del loro tempo, però, molte voci cantano insieme intrecciandosi, e le parole non si capiscono. Loro cercano il contrario: una sola voce, accompagnata da pochi strumenti, che canti in modo da far capire bene il testo e le emozioni. Lo chiamano recitar cantando.

Le prime opere

Intorno al 1598 il compositore Jacopo Peri mette in scena a Firenze Dafne, considerata la prima opera, ma la musica è andata quasi tutta perduta.

Nel 1600, per le nozze di Maria de' Medici con il re di Francia Enrico IV, viene rappresentata Euridice, sempre di Peri: è la più antica opera giunta fino a noi completa.

Sono spettacoli di corte, per pochi invitati, legati a grandi feste. Le storie vengono dalla mitologia antica, e il mito preferito è quello di Orfeo, il cantore che con la sua musica commuove persino gli dèi degli inferi.

L'Orfeo di Monteverdi

Nel 1607, alla corte dei Gonzaga di Mantova, Claudio Monteverdi presenta L'Orfeo, su libretto di Alessandro Striggio. È considerato il primo grande capolavoro della storia dell'opera.

Monteverdi usa un'orchestra ricca e varia, alterna il recitativo a momenti di canto più melodico, cori e danze, e usa la musica per dare forza ai sentimenti dei personaggi: la gioia per le nozze, il dolore per la morte di Euridice, la speranza, la perdita.

Per la prima volta la musica non accompagna semplicemente la storia: la racconta dall'interno.

Venezia: l'opera per tutti

Nel 1637 a Venezia apre il Teatro San Cassiano, il primo teatro d'opera aperto al pubblico pagante. Non serve più essere invitati da un principe: basta comprare un biglietto.

In pochi anni Venezia ha diversi teatri d'opera in concorrenza tra loro. Le storie diventano più varie, mescolano tragico e comico, amore e politica. Monteverdi, che ora lavora a Venezia, scrive L'incoronazione di Poppea (1643), una storia di ambizione e passione nell'antica Roma.

Da Venezia l'opera si diffonde in tutta Italia e poi in Europa. Per oltre due secoli l'opera in italiano sarà la forma di spettacolo più prestigiosa del continente, e l'italiano la lingua della musica.

Le parole chiave

Un esempio

Molte parole della musica che usiamo in tutto il mondo sono italiane proprio grazie all'opera: aria, soprano, tenore, libretto, prima donna, bravo, crescendo, piano, forte. Quando a un concerto all'estero il pubblico grida «bravo!», sta usando una parola nata nei teatri d'opera italiani.

Da ricordare

Monteverdi e la nascita dell'opera e il presente

Intorno al 1600 qualcuno pensò che la musica potesse raccontare una storia e far sentire le emozioni dei personaggi come se accadessero davanti a noi. Sembra un'idea ovvia, eppure da lì discende gran parte del nostro modo di vivere le storie. Il musical, la colonna sonora di un film, la canzone che accompagna il momento decisivo di una serie: tutto questo ha un antenato in quei primi tentativi di unire parola, voce e teatro.

C'è anche un aspetto meno visibile e molto attuale. L'opera nasce da un errore fecondo: alcuni intellettuali volevano far rivivere la tragedia greca come immaginavano che fosse, e invece inventarono qualcosa di nuovo. Accade spesso che l'innovazione arrivi così, guardando indietro con una domanda sbagliata e trovando una risposta inattesa. Oggi che il passato viene continuamente rielaborato, citato, remixato, Monteverdi ricorda che imitare non basta a ripetere. A volte, cercando di ritrovare qualcosa di perduto, si finisce per aprire una strada che prima non esisteva.

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