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Marshall McLuhan

1911–1980

Cosa significa che «il medium è il messaggio»?

Marshall McLuhan in breve

Per McLuhan ciò che conta davvero di un mezzo di comunicazione non è il contenuto che trasmette, ma il modo in cui trasforma i nostri sensi, le nostre abitudini, la società. I media sono estensioni dell'uomo: la ruota estende il piede, il libro l'occhio, i media elettrici il sistema nervoso. E l'elettricità trasforma il mondo in un «villaggio globale».

Gli strumenti del comunicare — Marshall McLuhan, 1964 (fotografia)
Gli strumenti del comunicare — Marshall McLuhan, 1964 (fotografia)

L'opera

Gli strumenti del comunicare — Marshall McLuhan, 1964 · McGraw-Hill, New York

Nel 1964 un professore canadese di letteratura inglese scrive che «il medium è il messaggio». Pochi anni dopo è una celebrità dei media, al punto da comparire in un film di Woody Allen.

Marshall McLuhan: il contesto storico

Marshall McLuhan insegna a Toronto. Nel 1962 pubblica La galassia Gutenberg, sugli effetti della stampa a caratteri mobili sul pensiero occidentale.

Nel 1964 esce Gli strumenti del comunicare, il libro che lo rende famoso nel pieno dell'era televisiva.

Marshall McLuhan: l'idea centrale

Per McLuhan ciò che conta davvero di un mezzo di comunicazione non è il contenuto che trasmette, ma il modo in cui trasforma i nostri sensi, le nostre abitudini, la società.

I media sono estensioni dell'uomo: la ruota estende il piede, il libro l'occhio, i media elettrici il sistema nervoso. E l'elettricità trasforma il mondo in un «villaggio globale».

Marshall McLuhan: le cose da sapere

Marshall McLuhan: perché è importante

Chiedersi che cosa ci fa uno smartphone, a prescindere da cosa ci guardiamo sopra, è una domanda profondamente mcluhaniana.

Il legame

Con l'idea del villaggio globale, McLuhan sembra anticipare internet, anche se morì nel 1980, prima della sua diffusione.

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Marshall McLuhan e il presente

Quando McLuhan scriveva, lo smartphone non esisteva, eppure poche frasi descrivono meglio il nostro rapporto con questo oggetto. Discutiamo all'infinito dei contenuti, se un video sia vero o falso, se un messaggio sia gentile o offensivo, e ci sfugge la trasformazione più profonda. Non è ciò che leggiamo sul telefono a cambiarci, è il fatto stesso di averlo sempre in mano: il ritmo spezzato dell'attenzione, l'attesa continua di una notifica, il bisogno di documentare prima ancora di vivere.

Il medium plasma le abitudini in silenzio, come una corrente sotto la superficie. Ha cambiato il modo in cui ricordiamo, perché la memoria ora sta altrove; il modo in cui ci annoiamo, perché la noia non ha più spazio; il modo in cui stiamo insieme, perché siamo sempre anche altrove. La lezione di McLuhan non è una condanna della tecnologia. È un invito a guardare lo strumento oltre ciò che trasporta, e a chiederci quale forma sta dando, ogni giorno, alla nostra vita.

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