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Internet

dal 1969

Come una rete nata per la ricerca militare è diventata il luogo in cui viviamo?

Internet in breve

Internet è una rete di reti, decentralizzata, che parla un linguaggio comune: i protocolli TCP/IP. Nel 1989, al CERN di Ginevra, Tim Berners-Lee propone il World Wide Web, un sistema di documenti collegati da link. È il Web che rende internet accessibile a tutti.

Internet
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L'opera

Il primo sito web — Tim Berners-Lee, 1991 · CERN, Ginevra

29 ottobre 1969: il primo messaggio viaggia tra due computer della rete ARPANET, dall'Università della California a Los Angeles allo Stanford Research Institute. Doveva essere la parola LOGIN. Il sistema si bloccò dopo le prime due lettere: LO.

Internet: il contesto storico

Nel 1958, dopo lo shock dello Sputnik, il governo americano crea l'ARPA, un'agenzia per finanziare la ricerca avanzata.

Negli anni Sessanta alcuni ricercatori sviluppano la commutazione di pacchetto: i dati vengono divisi in piccoli pacchetti che viaggiano per strade diverse e si ricompongono all'arrivo.

Internet: l'idea centrale

Internet è una rete di reti, decentralizzata, che parla un linguaggio comune: i protocolli TCP/IP.

Nel 1989, al CERN di Ginevra, Tim Berners-Lee propone il World Wide Web, un sistema di documenti collegati da link. È il Web che rende internet accessibile a tutti.

Internet: le cose da sapere

Internet: perché è importante

Lavoro, relazioni, informazione, politica, cultura: oggi quasi tutto passa da internet. Capire come è nata aiuta a capire chi la controlla e come potrebbe cambiare.

Il legame

McLuhan non vide internet, ma molte delle sue idee, il villaggio globale, i media come estensioni dell'uomo, sembrano descriverla.

Leggi anche: Marshall McLuhan →

Internet e il presente

Internet è nato come un'infrastruttura e si è trasformato in un ambiente. Non lo usiamo più come si usa un attrezzo, ci abitiamo dentro: lavoriamo, ci innamoriamo, litighiamo, archiviamo ricordi, paghiamo le bollette. È diventato così ovvio che ci accorgiamo della sua presenza solo quando manca, come l'acqua corrente o l'elettricità.

La promessa delle origini era una rete aperta e orizzontale, in cui chiunque potesse pubblicare e collegarsi con chiunque. Una parte di quella promessa si è avverata, e ha cambiato il sapere e la politica. Un'altra parte si è chiusa dentro poche grandi piattaforme che decidono che cosa vediamo e in quale ordine. Le piazze digitali somigliano sempre più a centri commerciali: luminosi, comodi, privati. Forse la questione decisiva dei prossimi anni non sarà tecnica, ma civile. Chi ha il diritto di disegnare gli spazi in cui viviamo una parte crescente della nostra esistenza, e quanto siamo disposti a partecipare a quella scelta?

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