Lettura · Società
Roland Barthes
1915–1980
Cosa ci dice davvero la pubblicità di un pacco di pasta?
Roland Barthes in breve
Per Barthes immagini, oggetti e pratiche quotidiane funzionano come segni: comunicano significati, spesso in modo implicito. Il «mito», nel suo senso, è il meccanismo che trasforma qualcosa di storico e culturale in qualcosa che sembra naturale, ovvio. Smascherarlo è il compito della semiologia.

L'opera
Miti d'oggi — Roland Barthes, 1957 · Éditions du Seuil, Parigi
Nel 1964 Roland Barthes analizza una pubblicità di pasta Panzani: una rete della spesa da cui escono pacchi di pasta, pomodori, peperoni, una cipolla, nei colori verde, bianco e rosso. Il messaggio che nessuno dice ad alta voce è: italianità.
Roland Barthes: il contesto storico
Nel 1957 Barthes pubblica Miti d'oggi, una raccolta di brevi saggi su wrestling, detersivi, la nuova Citroën DS, il vino, la bistecca con le patatine.
Si ispira alla linguistica di Saussure e partecipa al clima dello strutturalismo francese.
Roland Barthes: l'idea centrale
Per Barthes immagini, oggetti e pratiche quotidiane funzionano come segni: comunicano significati, spesso in modo implicito.
Il «mito», nel suo senso, è il meccanismo che trasforma qualcosa di storico e culturale in qualcosa che sembra naturale, ovvio. Smascherarlo è il compito della semiologia.
Roland Barthes: le cose da sapere
- Il saggio Retorica dell'immagine, con l'analisi della pubblicità Panzani, è del 1964.
- Nel 1967 Barthes pubblicò Il sistema della moda e il saggio La morte dell'autore.
- La camera chiara, la sua riflessione sulla fotografia, uscì nel 1980, l'anno della sua morte.
Roland Barthes: perché è importante
Leggere un marchio, una campagna, un feed social chiedendosi che cosa vogliono far sembrare naturale è un esercizio che viene da Barthes.
Il legame
Barthes dedicò un libro intero alla moda, leggendola come un linguaggio con le sue regole e i suoi significati.
Leggi anche: La moda come linguaggio →
Roland Barthes e il presente
Barthes guardava una pubblicità di pasta e vi leggeva un'idea di nazione, di famiglia, di autenticità. Oggi il suo metodo sarebbe più necessario che mai, perché i miti d'oggi si sono moltiplicati fino a riempire ogni schermo. La foto di una colazione su un social non mostra soltanto del cibo: racconta uno stile di vita, una disciplina, un'appartenenza. Il marchio di una borraccia dice qualcosa sulle nostre convinzioni ecologiche, o su come vogliamo essere visti.
Il mito, spiegava Barthes, trasforma ciò che è storico e costruito in qualcosa che sembra naturale. È questa la sua forza silenziosa. Ci convince che certe immagini di felicità, di successo o di bellezza siano semplicemente ovvie, mentre sono state scelte, inquadrate, filtrate. Leggere i segni non significa diventare sospettosi di tutto, né rinunciare al piacere delle immagini. Significa recuperare una piccola distanza critica, chiedersi chi parla dentro una fotografia, e che cosa ci sta chiedendo di desiderare.
Per approfondire
- Roland Barthes, Miti d'oggi (1957)
- Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso (1977)
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