Syndesis

Lettura · Musica

Il blues

dal 1900 circa

Come è nata una musica capace di trasformare il dolore in canto?

Il blues in breve

Il blues è una musica nata tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento nel Sud degli Stati Uniti, nelle comunità afroamericane discendenti dagli schiavi. Racconta la fatica, l'amore, l'ingiustizia, la tristezza, ma anche l'ironia e la voglia di vivere. Con una struttura semplice e alcune note particolari, le blue notes, ha dato origine a quasi tutta la musica popolare del Novecento: jazz, rhythm and blues, rock.

Crazy Blues — Mamie Smith, 1920
Crazy Blues — Mamie Smith, 1920

L'opera

Crazy Blues — Mamie Smith, 1920 · OKeh Records, New York

In sintesi

Il blues è una musica nata tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento nel Sud degli Stati Uniti, nelle comunità afroamericane discendenti dagli schiavi. Racconta la fatica, l'amore, l'ingiustizia, la tristezza, ma anche l'ironia e la voglia di vivere. Con una struttura semplice e alcune note particolari, le blue notes, ha dato origine a quasi tutta la musica popolare del Novecento: jazz, rhythm and blues, rock.

Le radici

Per oltre due secoli milioni di africani furono portati con la forza in America come schiavi. Anche dopo l'abolizione della schiavitù, nel 1865, i loro discendenti nel Sud degli Stati Uniti vivevano in povertà, discriminati dalle leggi della segregazione.

In queste comunità si mescolano tradizioni diverse: i ritmi e i modi di cantare portati dall'Africa, i canti di lavoro, gli spiritual delle chiese, le ballate popolari.

Da questo incontro, verso la fine dell'Ottocento, soprattutto nella regione del delta del Mississippi, nasce il blues: musica di un cantante, spesso solo, con la chitarra o l'armonica.

Come è fatto il blues

Il blues ha una struttura molto semplice. Spesso il testo è fatto di strofe di tre versi: il primo verso viene ripetuto due volte e il terzo risponde, come una domanda e una risposta.

La musica segue un giro di dodici battute, sempre uguale, su cui il cantante e lo strumentista improvvisano.

Il suono caratteristico viene dalle blue notes, note leggermente abbassate, cantate o suonate «in mezzo» tra due note della scala europea. Danno quella sensazione di malinconia e di tensione che riconosci subito. Il nome stesso viene dall'espressione inglese «to have the blues», sentirsi giù.

Dal Sud ai dischi

Nel 1912 e nel 1914 il musicista W. C. Handy pubblica gli spartiti di Memphis Blues e St. Louis Blues, che diventano famosissimi. Nel 1920 la cantante Mamie Smith incide Crazy Blues: è uno dei primi dischi di blues cantati da un'artista afroamericana e vende moltissimo.

Le case discografiche scoprono un nuovo pubblico. Negli anni Venti diventano star cantanti come Bessie Smith, chiamata «l'imperatrice del blues».

Negli anni Trenta Robert Johnson registra poche canzoni che diventeranno leggendarie. Attorno a lui nasce anche il mito del patto con il diavolo a un incrocio, per avere in cambio il talento: una leggenda, appunto.

Il blues elettrico e la sua eredità

Tra le due guerre mondiali milioni di afroamericani lasciano il Sud per le città del Nord: è la Grande migrazione. Il blues li segue, soprattutto a Chicago.

Qui, negli anni Quaranta e Cinquanta, musicisti come Muddy Waters e Howlin' Wolf usano la chitarra elettrica e una band con basso e batteria. Nasce il blues elettrico di Chicago, più forte e ritmato.

Da qui partono molte strade: il rhythm and blues, il rock and roll, il soul. Negli anni Sessanta i giovani musicisti inglesi lo riscoprono: i Rolling Stones prendono il nome da una canzone di Muddy Waters. Quasi tutta la musica pop di oggi ha qualcosa del blues.

Le parole chiave

Un esempio

Se ascolti una canzone rock con un assolo di chitarra, è molto probabile che il chitarrista usi la «scala blues» e piccole note piegate verso l'alto, i bending. È un modo di suonare che imita la voce dei cantanti blues. Senza il blues non esisterebbero gli assoli di Jimi Hendrix, dei Led Zeppelin o di Eric Clapton.

Da ricordare

Il blues e il presente

Il blues ha insegnato alla musica moderna un gesto che oggi diamo per scontato: dare un nome al proprio dolore, cantarlo in prima persona, e scoprire che proprio così diventa condivisibile. Molte canzoni che ascoltiamo in cuffia, dal rock all'hip hop, conservano questa radice. Raccontare la propria fatica, l'ingiustizia subita, l'amore perduto, senza vergogna e spesso con ironia, è diventato uno dei modi principali con cui la cultura popolare parla di noi.

Eppure dietro questa eredità c'è una storia che rischiamo di dimenticare. Il blues nasce da comunità segnate dalla schiavitù e dalla segregazione, e per decenni i suoi suoni sono stati presi, rielaborati e venduti da altri con fortune molto diverse. È una vicenda che si ripete ogni volta che una cultura di margine viene assorbita dal mercato e ne esce senza il proprio nome. Ascoltare il blues oggi significa anche chiedersi da dove vengono i suoni che amiamo, e chi, in quella storia, ha pagato il prezzo più alto.

Per approfondire

Fa parte del corso «Capire il Jazz» →

Altre letture di Musica

Apri su Syndesis · Indice · Chi siamo