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Johann Sebastian Bach

1685–1750

Come può una musica scritta trecento anni fa suonare ancora perfetta?

Johann Sebastian Bach in breve

Johann Sebastian Bach (1685–1750) è il grande compositore tedesco del Barocco. Per tutta la vita ha lavorato come organista e maestro di musica per chiese e corti, scrivendo una quantità enorme di musica sacra e strumentale. Era maestro del contrappunto, l'arte di intrecciare più melodie contemporaneamente.

Concerti brandeburghesi — Johann Sebastian Bach, 1721 (fotografia)
Concerti brandeburghesi — Johann Sebastian Bach, 1721 (fotografia)

L'opera

Concerti brandeburghesi — Johann Sebastian Bach, 1721 · Dedicati al margravio di Brandeburgo

In sintesi

Johann Sebastian Bach (1685–1750) è il grande compositore tedesco del Barocco. Per tutta la vita ha lavorato come organista e maestro di musica per chiese e corti, scrivendo una quantità enorme di musica sacra e strumentale. Era maestro del contrappunto, l'arte di intrecciare più melodie contemporaneamente. Dimenticato in parte dopo la morte, è stato riscoperto nell'Ottocento ed è oggi considerato uno dei fondamenti di tutta la musica occidentale.

Una vita al servizio della musica

Bach nasce nel 1685 a Eisenach, in Germania, in una famiglia di musicisti. Rimasto orfano a dieci anni, viene cresciuto dal fratello maggiore, organista, che gli insegna il mestiere.

All'epoca il compositore non è un artista libero: è un dipendente. Bach lavora come organista in diverse città, poi alla corte di Weimar e a quella di Köthen. Dal 1723 fino alla morte è cantor della chiesa di San Tommaso a Lipsia: deve comporre musica per le funzioni, dirigere il coro, insegnare ai ragazzi della scuola.

In questo lavoro quotidiano, quasi da impiegato, scrive alcune delle opere più grandi della storia della musica. Ha anche venti figli, alcuni dei quali diventeranno compositori famosi.

Più melodie insieme

La caratteristica principale della musica di Bach è il contrappunto. Invece di una melodia accompagnata da accordi, spesso ci sono più linee melodiche indipendenti che si intrecciano: ognuna ha un senso da sola, e insieme formano un tutto.

La forma più rigorosa è la fuga: un tema viene presentato da una voce, poi ripreso dalle altre, che lo inseguono, lo rovesciano, lo allungano o lo accorciano.

Per questo la musica di Bach viene spesso paragonata alla matematica o all'architettura: è costruita con un ordine perfetto. Ma non è fredda: molti ascoltatori la trovano profondamente emozionante, quasi spirituale.

Le opere principali

Bach scrive per quasi tutti gli strumenti e le formazioni del suo tempo, tranne l'opera lirica.

Per tastiera scrive Il clavicembalo ben temperato: due raccolte di preludi e fughe in tutte le tonalità, maggiori e minori. Era anche una dimostrazione: un sistema di accordatura che permetteva di suonare bene in ogni tonalità.

Per orchestra scrive i sei Concerti brandeburghesi, dedicati nel 1721 al margravio di Brandeburgo. Per la chiesa, centinaia di cantate, la Passione secondo Matteo e la Messa in si minore. Tra le opere più amate ci sono anche le Variazioni Goldberg e le Suite per violoncello solo.

Dimenticato e riscoperto

Negli ultimi anni di vita lo stile di Bach comincia a sembrare antiquato: la moda va verso una musica più semplice ed elegante. Dopo la morte, nel 1750, viene ricordato soprattutto come grande organista e insegnante.

La svolta arriva nel 1829, quando il giovane compositore Felix Mendelssohn dirige a Berlino la Passione secondo Matteo, che non veniva eseguita da quasi un secolo. È l'inizio della riscoperta di Bach.

Da allora non è più uscito di scena. Tutti i grandi compositori successivi lo hanno studiato. Nel 1977 la sua musica è stata inserita nel disco d'oro delle sonde spaziali Voyager, come esempio della cultura umana.

Le parole chiave

Un esempio

Se hai mai sentito l'Aria dalla Suite per orchestra n. 3, spesso chiamata «Aria sulla quarta corda», in un film, in uno spot o a un matrimonio, hai ascoltato Bach. È una melodia lenta sostenuta da una linea di basso che cammina sotto di lei: due voci indipendenti che insieme sembrano una sola. È il contrappunto, nella sua forma più semplice e commovente.

Da ricordare

Johann Sebastian Bach e il presente

Ci sono musicisti che oggi registrano Bach con il pianoforte, con la chitarra elettrica, con il sintetizzatore, perfino con le voci soltanto, e la sua musica regge ogni trasformazione. È un fenomeno raro: una struttura così solida da sopravvivere a qualunque timbro, come un edificio che resta riconoscibile qualunque luce lo illumini. Forse è per questo che tanti la ascoltano per concentrarsi, studiare, ritrovare un ordine interiore.

In un tempo di stimoli frammentati, il contrappunto di Bach propone un'esperienza quasi opposta. Più voci indipendenti procedono insieme, ognuna con la propria linea, e nessuna sovrasta le altre. È un'immagine sorprendentemente attuale di come potrebbe funzionare una comunità, o anche una buona conversazione: ascoltare mentre si parla, rispondere senza cancellare. C'è poi la lezione del lavoro quotidiano. Gran parte di quella musica nasceva per le funzioni di ogni settimana, scritta con ritmo artigianale. La perfezione, a volte, non viene dall'ispirazione improvvisa, ma dalla fedeltà a un mestiere praticato ogni giorno.

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