Corso · 5 tappe
Capire la Rivoluzione industriale
5 tappe con quiz e ripasso finale
Come macchine, carbone e fabbriche hanno inventato il lavoro, le città e il tempo in cui vivi oggi.
Capire la Rivoluzione industriale in breve
Come macchine, carbone e fabbriche hanno inventato il lavoro, le città e il tempo in cui vivi oggi.
La sveglia alla stessa ora, lo stipendio a fine mese, il weekend, la città in cui abiti, perfino il clima che cambia: tutto questo ha un punto di partenza comune. È la rivoluzione industriale, iniziata in Gran Bretagna verso il 1760. Parti dal mondo in cui l'energia veniva dai muscoli. Poi vedi le invenzioni che lo hanno rotto, la vita nuova degli operai nelle fabbriche e nelle città, la trasformazione che si allarga con ferrovie, acciaio ed elettricità fino all'Italia. Alla fine arrivi al mondo che ci ha lasciato, con le sue ricchezze e i suoi conti ancora aperti. Il filo è una domanda semplice: che cosa succede alla vita delle persone quando cambia il modo di produrre?
Che cosa imparerai in questo corso?
- capire perché la rivoluzione industriale comincia proprio in Gran Bretagna e proprio nel Settecento
- riconoscere quali macchine e quali fonti di energia hanno fatto nascere la fabbrica moderna
- raccontare com'era la vita degli operai e come sono nati sindacati, leggi sul lavoro e nuove idee politiche
- collegare la rivoluzione industriale a cose di oggi come gli orari, i consumi, le città e il cambiamento climatico
Le tappe
Tappa 1 · Il mondo al ritmo del sole
Il contesto
Per capire quanto è stata profonda la rivoluzione industriale devi partire da com'era il mondo prima. Era un mondo lento, dove la ricchezza cresceva pochissimo da una generazione all'altra. Vedi perché la scintilla scocca in un paese preciso, la Gran Bretagna. Scopri anche quali cambiamenti, nelle campagne e nelle miniere, preparano il terreno.
Letture collegate: Rivoluzione industriale
Tappa 2 · Cotone, carbone e vapore
La rottura
In pochi decenni, tra il 1733 e il 1785, alcune invenzioni cambiano tutto. Partono da un settore preciso, il cotone, e da un problema concreto: produrre più filo e più stoffa. Ogni invenzione ne rende necessaria un'altra, in una reazione a catena. Alla fine arrivano la fabbrica e il vapore, i due motori dell'intera rivoluzione.
Letture collegate: Rivoluzione industriale
Tappa 3 · La sirena, l'orologio e la città nera
La vita nuova
Le macchine cambiano prima di tutto la vita di chi ci lavora accanto. Entri in una fabbrica di inizio Ottocento, cammini per le strade di Manchester e vedi nascere una figura sociale nuova, l'operaio. Vedi anche come gli operai hanno imparato a difendersi. È da qui che arrivano molte cose che oggi diamo per scontate, come il limite all'orario di lavoro.
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Tappa 4 · Binari, acciaio, elettricità
Come si diffonde
La rivoluzione industriale non resta inglese. Grazie alla ferrovia e a nuove tecnologie si allarga all'Europa e agli Stati Uniti, e cambia natura. Vedi come funziona questa seconda ondata, chi ne diventa protagonista e quando arriva in Italia. Vedi anche come i futuristi trasformano la macchina in un mito.
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Tappa 5 · Il mondo che la fabbrica ci ha lasciato
L'eredità
La rivoluzione industriale non è finita in un anno preciso: il mondo in cui vivi è ancora fatto della sua materia. Le sue eredità sono tre: una domanda politica su lavoro e ricchezza, un nuovo modo di vivere fatto di orari, consumi e città, e un conto ambientale che stiamo ancora pagando. Ognuna è nata dentro le fabbriche dell'Ottocento, ma arriva fino alla tua vita di tutti i giorni.
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In sintesi
Per millenni l'energia è venuta dai muscoli, dall'acqua e dal vento, e la ricchezza media è rimasta quasi ferma. Nel Settecento la Gran Bretagna riunisce carbone, ferro, capitali, commerci, canali e manodopera liberata dalle campagne. Nel tessile una catena di invenzioni porta alla fabbrica di Arkwright, e la macchina a vapore di Watt la libera dai fiumi. Nasce la classe operaia: orari lunghissimi, bambini al lavoro, città come Manchester cresciute senza regole. Gli operai reagiscono rompendo le macchine, poi unendosi in sindacati e ottenendo le prime leggi. Con la ferrovia e poi con acciaio, elettricità, petrolio e catena di montaggio, l'industria si estende all'Europa, agli Stati Uniti e, più tardi, all'Italia del triangolo industriale. Ci lascia una ricchezza senza precedenti, il tempo libero, i consumi di massa e le grandi città. Ci lascia anche domande ancora aperte: come dividere la ricchezza tra capitale e lavoro, e come pagare il conto dei combustibili fossili.