Lettura · Economia
Consumismo
dal 1950
Perché desideriamo cose di cui non abbiamo bisogno?
Consumismo in breve
Nella società dei consumi si compra non solo per bisogno, ma per esprimere chi si è e per sentirsi parte della società. Le cose diventano segni. I critici parlano di bisogni indotti, di obsolescenza programmata, di omologazione.

L'opera
Fiat Nuova 500 — Dante Giacosa, 1957 · Fiat, Torino
Nel 1955 l'analista americano Victor Lebow scriveva che un'economia produttiva come quella degli Stati Uniti aveva bisogno di trasformare il consumo in uno stile di vita. Stava descrivendo il futuro.
Consumismo: il contesto storico
Dopo la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, e poi l'Europa occidentale, vivono un boom economico. Arrivano elettrodomestici, automobili, televisori, credito al consumo, supermercati.
In Italia il «miracolo economico», tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, cambia in pochi anni il modo di vivere di milioni di famiglie.
Consumismo: l'idea centrale
Nella società dei consumi si compra non solo per bisogno, ma per esprimere chi si è e per sentirsi parte della società. Le cose diventano segni.
I critici parlano di bisogni indotti, di obsolescenza programmata, di omologazione. I difensori ricordano che il consumo di massa ha portato benessere a milioni di persone prima escluse.
Consumismo: le cose da sapere
- Thorstein Veblen descrisse già nel 1899 il «consumo vistoso», l'acquisto di beni per mostrare il proprio status.
- La Fiat 500, lanciata nel 1957, divenne il simbolo della motorizzazione di massa in Italia.
- Jean Baudrillard pubblicò La società dei consumi nel 1970.
- Il bilancio del consumismo è diviso tra benessere diffuso e impatto sociale e ambientale.
Consumismo: perché è importante
La sostenibilità, il fast fashion, l'economia circolare sono risposte, o tentativi di risposta, ai problemi creati dalla società dei consumi.
Il legame
Slow Food nasce negli anni Ottanta come reazione al consumismo alimentare: contro la velocità e l'omologazione, la difesa del gusto, del territorio e della biodiversità.
Consumismo e il presente
Il consumismo ha trasformato gli oggetti in segni. Un'auto, un elettrodomestico, un paio di scarpe non servono solo a qualcosa: dicono chi siamo, a quale gruppo apparteniamo, che cosa abbiamo raggiunto.
Per molte famiglie del boom economico, quei beni erano anche liberazione dalla fatica e dalla scarsità, e sarebbe ingiusto dimenticarlo. Ma oggi il meccanismo gira a una velocità che allora era inimmaginabile. Acquistiamo con un tocco, riceviamo il pacco il giorno dopo, e la moda cambia così spesso che i vestiti durano meno delle stagioni. Intanto montagne di rifiuti e il peso sul clima ci ricordano che ogni desiderio ha un costo materiale. Le risposte più recenti, dal riuso al riparare invece di sostituire, suggeriscono che forse si può esprimere chi siamo anche attraverso ciò che scegliamo di non comprare. È una libertà meno visibile, ma forse più profonda.
Per approfondire
- Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari (1975)
- Jean Baudrillard, La società dei consumi (1970)