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Capolavoro

Il giardino delle delizie

Hieronymus Bosch, 1490–1510 circa

Il paradiso, un mondo di piaceri impossibili e un inferno pieno di musica.

Il giardino delle delizie in breve

Il paradiso, un mondo di piaceri impossibili e un inferno pieno di musica. Il giardino delle delizie è un'enciclopedia di immagini che non smette di sorprendere. Si legge da sinistra a destra, come un racconto: la creazione, un mondo che si abbandona al piacere, la punizione.

Il giardino delle delizie — Hieronymus Bosch
Il giardino delle delizie, Hieronymus Bosch, 1490–1510 circa · Museo del Prado, Madrid

Il giardino delle delizie: che cosa rappresenta

Hieronymus Bosch vive e lavora a 's-Hertogenbosch, una città dei Paesi Bassi da cui prende il nome d'arte, tra il Quattrocento e il Cinquecento. È membro di una confraternita religiosa, rispettato, ben pagato. Eppure dipinge immagini che sembrano uscite da un sogno febbrile: mostri, uomini-albero, frutti giganti, corpi che si trasformano.

Il giardino delle delizie è un trittico, cioè un dipinto su tre tavole, le due laterali apribili come le ante di un armadio. Non era una pala d'altare: probabilmente fu commissionato per il palazzo dei conti di Nassau a Bruxelles, per essere mostrato agli ospiti come una meraviglia da discutere. Più tardi lo acquistò il re di Spagna Filippo II, grande collezionista di Bosch. Il titolo con cui lo conosciamo è stato dato molto dopo.

Il giardino delle delizie: i dettagli da guardare

1. Il paradiso

Nel pannello di sinistra Dio presenta Eva ad Adamo, in un giardino pieno di animali, alcuni esotici come la giraffa e l'elefante, altri inventati. Sembra un mondo innocente. Ma guarda bene: un gatto porta via un topo, e animali strani escono da uno stagno. Il male è già lì.

2. La cavalcata intorno al lago

Al centro del pannello centrale, uomini nudi cavalcano cavalli, cervi, cammelli e animali fantastici in un grande cerchio, intorno a un lago pieno di donne. È un girotondo senza fine, l'immagine di un desiderio che non si ferma mai.

3. Le fragole giganti

Ovunque nel pannello centrale ci sono frutti enormi: fragole, ciliegie, more, dentro cui le persone mangiano, si abbracciano, si nascondono. Sono piaceri dolci ma brevissimi, che marciscono in fretta: forse il simbolo di una felicità fragile.

4. L'uomo-albero

Nel pannello dell'inferno, a destra, c'è una creatura con il corpo come un guscio d'uovo rotto, le gambe come tronchi e un volto che si volta verso di noi. Dentro, in una specie di taverna, siedono dei dannati. Molti studiosi ci hanno visto un autoritratto di Bosch.

5. L'inferno musicale

In basso a destra gli strumenti diventano strumenti di tortura: un'arpa trafigge un uomo, un liuto ne schiaccia un altro. Sul fondoschiena di un dannato è dipinta una partitura. Nel 2014 una studentessa americana l'ha trascritta e suonata: è diventata famosa in rete come la canzone dell'inferno.

Il giardino delle delizie: il significato

Il giardino delle delizie è un'enciclopedia di immagini che non smette di sorprendere. Si legge da sinistra a destra, come un racconto: la creazione, un mondo che si abbandona al piacere, la punizione. Ma Bosch non predica in modo semplice: il suo mondo di piaceri è così bello e strano che ti viene il dubbio che lo ammirasse. Quattro secoli dopo, i surrealisti come Salvador Dalí lo hanno considerato un precursore: un pittore capace di dipingere il sogno e l'inconscio prima di Freud. È un quadro da esplorare per ore, come una città.

Il giardino delle delizie: dove si trova

Al Museo del Prado di Madrid. Ricordati di guardare anche il retro delle ante: chiuse, mostrano il mondo al terzo giorno della creazione, dipinto in toni di grigio.

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