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Lettura · Psicologia

Freud e l'inconscio

dal 1899

E se gran parte di ciò che facciamo nascesse da qualcosa che non vediamo?

Freud e l'inconscio in breve

Gran parte della nostra vita psichica è inconscia. Sogni, lapsus, dimenticanze e sintomi non sono casuali: hanno un senso, che può essere interpretato. Freud propone la psicoanalisi, una cura basata sulla parola e sulle libere associazioni.

L'interpretazione dei sogni — Sigmund Freud, 1899
L'interpretazione dei sogni — Sigmund Freud, 1899

L'opera

L'interpretazione dei sogni — Sigmund Freud, 1899 · Franz Deuticke, Vienna

L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud uscì nel novembre 1899, ma porta la data del 1900. È un libro che apre il secolo, e non solo per la data in copertina.

Freud e l'inconscio: il contesto storico

Freud è un neurologo viennese. Studia a Parigi con Charcot i casi di isteria, lavora con il medico Josef Breuer e si convince che molti sintomi abbiano un'origine psicologica.

Vienna a fine Ottocento è una città piena di contraddizioni: rispettabilità borghese in superficie, tensioni profonde sotto.

Freud e l'inconscio: l'idea centrale

Gran parte della nostra vita psichica è inconscia. Sogni, lapsus, dimenticanze e sintomi non sono casuali: hanno un senso, che può essere interpretato.

Freud propone la psicoanalisi, una cura basata sulla parola e sulle libere associazioni. Più tardi descrive la mente come divisa in tre istanze: Es, Io e Super-io.

Freud e l'inconscio: le cose da sapere

Freud e l'inconscio: perché è importante

Anche chi non ha mai letto Freud usa le sue parole: rimozione, lapsus, complesso, inconscio. Le sue idee hanno attraversato arte, letteratura, cinema e pubblicità.

Il legame

Edward Bernays, nipote di Freud, usò le idee dello zio per inventare le moderne pubbliche relazioni: vendere ai desideri inconsci delle persone, non ai loro bisogni razionali.

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Freud e l'inconscio e il presente

Freud ci ha consegnato un sospetto che non ci abbandona più: non siamo del tutto padroni di noi stessi. Dietro un lapsus, un sogno, un gesto ripetuto, potrebbe esserci un senso che ci sfugge.

Le sue teorie sono ancora discusse, e molte sono state rivedute o superate, ma il suo vocabolario si è infiltrato ovunque, nelle conversazioni tra amici come nelle serie televisive. Oggi parliamo con disinvoltura di traumi, di rimozioni, di schemi familiari, e la cura della salute mentale è uscita, almeno in parte, dal silenzio. C'è però un rischio speculare: trasformare l'interiorità in un repertorio di etichette pronte, da applicare in fretta a sé e agli altri. L'idea più preziosa che Freud ci lascia forse è più modesta e più difficile: che conoscersi richiede tempo, parola, ascolto, e che dentro di noi c'è sempre qualcosa che non si lascia spiegare in una frase.

Per approfondire

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