Lettura · Tecnologia
Televisione
dal 1950
Cosa cambia in una famiglia quando entra uno schermo in salotto?
Televisione in breve
La televisione porta i media di massa dentro lo spazio domestico. Crea eventi condivisi da milioni di persone nello stesso momento, diffonde modelli di consumo e di comportamento, porta la pubblicità in casa. In Italia ha anche un ruolo culturale specifico: contribuisce a diffondere l'italiano in un paese in cui molti parlavano soprattutto il dialetto.

L'opera
Lascia o raddoppia? — Mike Bongiorno, 1955 · RAI
3 gennaio 1954: la RAI comincia le trasmissioni televisive regolari. Pochissime famiglie possiedono un televisore: per vedere i programmi si va al bar o a casa di un vicino.
Televisione: il contesto storico
La televisione era stata sperimentata già negli anni Venti e Trenta, ma esplode nel dopoguerra, prima negli Stati Uniti e poi in Europa.
In Italia, in pochi anni, il televisore diventa il centro del soggiorno, e il palinsesto organizza le serate delle famiglie.
Televisione: l'idea centrale
La televisione porta i media di massa dentro lo spazio domestico. Crea eventi condivisi da milioni di persone nello stesso momento, diffonde modelli di consumo e di comportamento, porta la pubblicità in casa.
In Italia ha anche un ruolo culturale specifico: contribuisce a diffondere l'italiano in un paese in cui molti parlavano soprattutto il dialetto.
Televisione: le cose da sapere
- Lascia o raddoppia?, condotto da Mike Bongiorno dal 1955, fu uno dei primi grandi fenomeni televisivi italiani.
- Il programma Non è mai troppo tardi, condotto dal maestro Alberto Manzi tra il 1960 e il 1968, insegnò a leggere e scrivere a molti adulti.
- Lo sbarco sulla Luna del 1969 fu seguito in diretta da centinaia di milioni di persone.
- Quanto la televisione abbia davvero contribuito all'unificazione linguistica italiana è oggetto di studio; il linguista Tullio De Mauro le riconosceva un ruolo importante.
Televisione: perché è importante
Streaming, serie, abitudini di visione condivise o solitarie: il modo in cui guardiamo gli schermi oggi è l'evoluzione di ciò che la televisione ha iniziato.
Il legame
La televisione è stata uno dei grandi motori della società dei consumi: ha portato la pubblicità in ogni casa e ha diffuso modelli di vita da imitare.
Televisione e il presente
Lo schermo in salotto era un focolare: la famiglia si radunava davanti a un'unica luce, alla stessa ora, per vedere le stesse immagini. Per qualche decennio, milioni di persone hanno condiviso un calendario comune di emozioni, una lingua comune, perfino gli stessi personaggi di cui parlare il giorno dopo. La televisione ha unito un paese prima ancora di intrattenerlo.
Oggi gli schermi si sono moltiplicati e rimpiccioliti, e ciascuno ha il suo. In una stessa stanza possono convivere quattro mondi diversi, ognuno con il proprio flusso personalizzato. Abbiamo guadagnato libertà di scelta e perso, in parte, quell'esperienza collettiva che rendeva la visione un piccolo rito. Restano dei momenti in cui tutto si riaccende come allora: una finale, un evento storico, una tragedia in diretta. Sono rari, e forse per questo sembrano preziosi. Ci ricordano che un mezzo non cambia solo ciò che guardiamo, ma con chi lo guardiamo e che cosa, dopo, abbiamo ancora da raccontarci.
Per approfondire
- Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno (1961), in Diario minimo
- Neil Postman, Divertirsi da morire (1985)
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