Lettura · Cinema
Nouvelle Vague
1958–1968
Perché un gruppo di critici ha deciso di girare i film da sé, per strada?
Nouvelle Vague in breve
Per la Nouvelle Vague il regista è un autore, come uno scrittore, con un proprio stile e una propria visione del mondo. I film si girano per strada, con luce naturale, troupe ridotte, attrezzature leggere e budget bassi. Il montaggio si libera dalle regole: compaiono i jump cut, gli sguardi in macchina, le citazioni.

L'opera
Fino all'ultimo respiro — Jean-Luc Godard, 1960 · Parigi
Nel 1954 un critico di ventun anni, François Truffaut, attacca duramente sui Cahiers du cinéma il cinema francese «di qualità». Cinque anni dopo vince il premio per la regia al Festival di Cannes con il suo primo lungometraggio, I 400 colpi.
Nouvelle Vague: il contesto storico
Nella Parigi del dopoguerra un gruppo di giovani cinefili scrive sui Cahiers du cinéma, rivista fondata tra gli altri da André Bazin. Passano le giornate alla Cinémathèque française.
Difendono registi americani come Hitchcock e Hawks, considerati allora semplici artigiani, e sviluppano la «teoria dell'autore».
Nouvelle Vague: l'idea centrale
Per la Nouvelle Vague il regista è un autore, come uno scrittore, con un proprio stile e una propria visione del mondo.
I film si girano per strada, con luce naturale, troupe ridotte, attrezzature leggere e budget bassi. Il montaggio si libera dalle regole: compaiono i jump cut, gli sguardi in macchina, le citazioni.
Nouvelle Vague: le cose da sapere
- I 400 colpi di Truffaut è del 1959; Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard del 1960.
- Agnès Varda, con La Pointe Courte (1955) e Cléo dalle 5 alle 7 (1962), è considerata una figura chiave e anticipatrice del movimento.
- La casa di produzione di Quentin Tarantino si chiama A Band Apart, in omaggio al film Bande à part di Godard.
Nouvelle Vague: perché è importante
Il cinema indipendente, i film d'autore a basso budget, molti linguaggi del videoclip e della pubblicità devono qualcosa alla Nouvelle Vague.
Il legame
Il jazz entra nel cinema francese di quegli anni: nel 1957 Miles Davis improvvisò la colonna sonora di Ascensore per il patibolo di Louis Malle guardando le immagini del film.
Nouvelle Vague e il presente
I critici della Nouvelle Vague hanno smesso di scrivere di film e hanno cominciato a girarli: per strada, con pochi soldi, con macchine leggere e attori giovani. Hanno dimostrato che uno sguardo personale poteva valere più di un grande apparato produttivo.
Quella lezione si è avverata oltre ogni previsione. Oggi chiunque abbia un telefono possiede una macchina da presa migliore di quelle che usavano Truffaut e Godard, e il montaggio libero, i jump cut, gli sguardi in camera sono diventati la normalità di tanti video. Il cinema indipendente, il videoclip, perfino il linguaggio dei creator devono molto a quella rottura. Ma l'idea di autore che la Nouvelle Vague difendeva non era solo una questione di mezzi. Era una visione del mondo, uno stile riconoscibile, una cultura profonda del cinema. Avere gli strumenti è facile; trovare qualcosa di proprio da dire resta, come allora, la parte più difficile.
Per approfondire
- Jean-Luc Godard, Fino all'ultimo respiro (1960)
- Agnès Varda, Cléo dalle 5 alle 7 (1962)
- François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock (1966)
Altre letture di Cinema
- Il cinema delle origini — Cosa hanno provato i primi spettatori davanti alle immagini in movimento?