Lettura · Cinema
Il cinema delle origini
dal 1895
Cosa hanno provato i primi spettatori davanti alle immagini in movimento?
Il cinema delle origini in breve
In pochi anni il cinema passa da attrazione a linguaggio. Georges Méliès inventa trucchi ed effetti speciali. Altri registi scoprono il montaggio, il primo piano, il ritmo narrativo.

L'opera
Viaggio nella Luna — Georges Méliès, 1902 · Star Film
28 dicembre 1895, Parigi, nel seminterrato del Grand Café: i fratelli Lumière proiettano a un pubblico pagante una serie di brevissimi film. È la data che si usa per indicare la nascita del cinema.
Il cinema delle origini: il contesto storico
Negli Stati Uniti Edison aveva già inventato il kinetoscopio, ma permetteva la visione a una sola persona alla volta, dentro una specie di scatola.
Il cinématographe dei Lumière è insieme macchina da presa e proiettore: rende il cinema un'esperienza collettiva, in una sala buia.
Il cinema delle origini: l'idea centrale
In pochi anni il cinema passa da attrazione a linguaggio. Georges Méliès inventa trucchi ed effetti speciali. Altri registi scoprono il montaggio, il primo piano, il ritmo narrativo.
Nascono il divismo, l'industria di Hollywood, i grandi kolossal. Il cinema diventa la principale forma di intrattenimento di massa della prima metà del Novecento.
Il cinema delle origini: le cose da sapere
- Viaggio nella Luna di Georges Méliès è del 1902.
- Cabiria di Giovanni Pastrone (1914), con didascalie di Gabriele D'Annunzio, fu uno dei primi grandi kolossal della storia del cinema.
- Il cantante di jazz (1927) è considerato il primo lungometraggio con parti parlate e cantate sincronizzate.
- La storia degli spettatori fuggiti dalla sala davanti al treno che arriva in stazione è probabilmente una leggenda.
Il cinema delle origini: perché è importante
La grammatica visiva che usiamo per raccontare in video, dalle serie TV ai contenuti social, nasce in quei primi decenni di sperimentazione.
Il legame
Sessant'anni dopo i Lumière, un gruppo di giovani critici francesi rimette in discussione tutto il linguaggio cinematografico: è la Nouvelle Vague.
Il cinema delle origini e il presente
I primi spettatori del cinema assistevano a una meraviglia nuova: la vita che si muoveva su un telo bianco, il treno che arrivava in stazione, gli operai che uscivano dalla fabbrica. Una curiosità da fiera che in pochi anni divenne un linguaggio, con le sue regole di montaggio e di ritmo.
Quella grammatica è oggi la lingua che parliamo tutti. Quando giriamo un video con il telefono, scegliamo un'inquadratura, tagliamo, accostiamo, montiamo, spesso senza sapere di usare strumenti inventati più di un secolo fa. Il cinema è uscito dalle sale e si è sciolto nei nostri schermi tascabili, in clip di pochi secondi. Eppure qualcosa di quello stupore iniziale si è perso nell'abbondanza. Siamo così abituati alle immagini in movimento da non meravigliarci più. Forse vale la pena, ogni tanto, ritrovare lo sguardo di quei primi spettatori, e lasciarsi sorprendere da una luce che si muove nel buio.
Per approfondire
- Georges Méliès, Viaggio nella Luna (1902)
- Martin Scorsese, Hugo Cabret (2011)
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