Lettura · Politica e istituzioni
Guerra fredda
1947–1991
Come si combatte una guerra senza scontrarsi direttamente?
Guerra fredda in breve
Dopo la Seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Unione Sovietica diventano le due superpotenze e si contendono il mondo per oltre quarant'anni, dal 1947 al 1991. Non si combattono mai direttamente, per paura delle armi nucleari, ma si scontrano in tutti gli altri modi: alleanze, guerre in altri paesi, spionaggio, corsa allo spazio, propaganda. Si chiama «fredda»

L'opera
Il dottor Stranamore — Stanley Kubrick, 1964 · Columbia Pictures
Ottobre 1962. Per tredici giorni il mondo è vicinissimo a una guerra nucleare: gli Stati Uniti scoprono missili sovietici installati a Cuba, a pochi minuti di volo dalle loro città.
Guerra fredda: il contesto storico
Dopo il 1945 Stati Uniti e Unione Sovietica, alleati contro il nazismo, diventano rivali. L'Europa si divide in due blocchi; nel 1946 Churchill parla di una «cortina di ferro».
Nascono la NATO e il Patto di Varsavia. La Germania è divisa in due.
Guerra fredda: l'idea centrale
La Guerra fredda è un confronto tra due superpotenze e due modelli di società, capitalismo e comunismo, senza uno scontro militare diretto tra loro.
Si combatte con la deterrenza nucleare, con guerre per procura in altri paesi, con la corsa allo spazio, con lo spionaggio, con la cultura e la propaganda.
Guerra fredda: le cose da sapere
- Il muro di Berlino fu costruito nel 1961 e cadde il 9 novembre 1989.
- Nel 1957 l'URSS lanciò lo Sputnik, il primo satellite artificiale, provocando uno shock negli Stati Uniti.
- L'Unione Sovietica si dissolse nel dicembre 1991.
- Le responsabilità dell'origine della Guerra fredda sono ancora discusse dagli storici.
Guerra fredda: perché è importante
Molti equilibri di oggi, dalla NATO alle tensioni tra Russia e Occidente, dalla corsa tecnologica alle sfere d'influenza, vengono direttamente da quegli anni.
Il legame
La corsa tecnologica della Guerra fredda finanziò la ricerca che portò a ARPANET, l'antenata di internet.
In sintesi
Dopo la Seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Unione Sovietica diventano le due superpotenze e si contendono il mondo per oltre quarant'anni, dal 1947 al 1991. Non si combattono mai direttamente, per paura delle armi nucleari, ma si scontrano in tutti gli altri modi: alleanze, guerre in altri paesi, spionaggio, corsa allo spazio, propaganda. Si chiama «fredda» proprio perché tra loro non esplode mai una guerra aperta.
Da alleati a rivali
Durante la Seconda guerra mondiale Stati Uniti e Unione Sovietica sono alleati contro la Germania di Hitler. Ma rappresentano due sistemi opposti.
Gli Stati Uniti sono una democrazia liberale con un'economia capitalista, basata sulla proprietà privata e sul mercato. L'Unione Sovietica è uno stato comunista governato da un solo partito, con un'economia controllata dallo stato.
Finita la guerra, l'Armata Rossa occupa l'Europa orientale e vi installa governi comunisti. Gli Stati Uniti, nel 1947, annunciano la politica del «contenimento»: impedire che il comunismo si estenda. Con il Piano Marshall finanziano la ricostruzione dell'Europa occidentale, Italia compresa. Nel 1949 la Germania viene divisa in due stati.
Il mondo diviso in due
Nel 1949 nasce la NATO, l'alleanza militare occidentale, di cui l'Italia è tra i paesi fondatori. Nel 1955 il blocco sovietico risponde con il Patto di Varsavia.
L'Europa è tagliata in due dalla cortina di ferro. Il simbolo più forte è Berlino: la città, divisa anch'essa, si trova in piena Germania Est. Nel 1961 il governo della Germania Est costruisce un muro per impedire ai suoi cittadini di fuggire a Ovest.
L'Italia è un paese di confine tra i due mondi: è nella NATO, ma ha il partito comunista più grande dell'Occidente. Questa tensione segna per decenni la sua vita politica.
La paura atomica
Gli Stati Uniti usano la bomba atomica nel 1945 contro il Giappone. Nel 1949 anche l'Unione Sovietica ha la sua. Inizia una corsa agli armamenti: le due superpotenze accumulano migliaia di testate nucleari.
Il momento più pericoloso è l'ottobre 1962. Gli americani scoprono che i sovietici stanno installando missili nucleari a Cuba, a pochi minuti di volo dalle loro città. Per tredici giorni il mondo è sull'orlo della guerra nucleare. Alla fine i sovietici ritirano i missili, e gli americani si impegnano a non invadere Cuba e, segretamente, a ritirare i loro missili dalla Turchia.
Dopo la crisi viene installata una linea di comunicazione diretta tra Washington e Mosca, per evitare malintesi fatali.
Le guerre combattute dagli altri
Le superpotenze non si scontrano mai direttamente, ma la Guerra fredda è tutt'altro che pacifica in altre parti del mondo.
In Corea, dal 1950 al 1953, il Nord comunista sostenuto da Cina e URSS combatte contro il Sud sostenuto dagli Stati Uniti e dall'ONU. In Vietnam gli Stati Uniti combattono a lungo contro i comunisti vietnamiti, soprattutto tra il 1965 e il 1973, e alla fine si ritirano. In Afghanistan, dal 1979 al 1989, è l'Unione Sovietica a impantanarsi in una lunga guerra.
In America Latina, Africa e Asia le due superpotenze sostengono governi, guerriglie e colpi di stato, spesso a scapito delle popolazioni locali.
Spazio, sport e cultura
La rivalità si gioca anche sul prestigio. Nel 1957 l'Unione Sovietica lancia lo Sputnik, il primo satellite artificiale, e nel 1961 manda in orbita il primo uomo, Jurij Gagarin. Gli Stati Uniti rispondono portando i primi uomini sulla Luna nel 1969.
Anche lo sport diventa un campo di battaglia: le Olimpiadi di Mosca del 1980 sono boicottate dagli Stati Uniti e da molti paesi occidentali, quelle di Los Angeles del 1984 dai paesi del blocco sovietico.
Cinema, romanzi di spionaggio e propaganda raccontano il nemico. È anche l'epoca d'oro delle spie, reali e immaginarie, da James Bond ai personaggi di John le Carré.
La fine della Guerra fredda
Negli anni Ottanta l'economia sovietica è in grave difficoltà. Nel 1985 diventa leader Michail Gorbačëv, che avvia riforme economiche e una maggiore libertà di parola.
Nel 1989 i paesi dell'Europa orientale si liberano uno dopo l'altro dai regimi comunisti. Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino, e nell'ottobre 1990 la Germania si riunifica. Nel dicembre 1991 l'Unione Sovietica si dissolve e al suo posto nascono quindici stati indipendenti, tra cui la Russia e l'Ucraina.
Gli storici discutono ancora sulle ragioni di questa fine: la debolezza economica sovietica, la pressione occidentale, le scelte di Gorbačëv, il desiderio di libertà dei popoli dell'Est.
Le parole chiave
- superpotenza: Uno stato con una forza militare, economica e politica tale da influenzare tutto il mondo. Dopo il 1945 lo sono Stati Uniti e Unione Sovietica.
- blocco: Un gruppo di paesi alleati. Il blocco occidentale è guidato dagli Stati Uniti (con la NATO), quello orientale dall'Unione Sovietica (con il Patto di Varsavia).
- deterrenza nucleare: Possedere armi atomiche così distruttive che nessuno osa attaccare per primo, sapendo che verrebbe distrutto a sua volta.
- guerra per procura: Un conflitto in cui le superpotenze non combattono direttamente, ma sostengono parti opposte in un altro paese, con armi, soldi o soldati.
- cortina di ferro: Espressione resa celebre da Winston Churchill nel 1946 per indicare il confine che divideva l'Europa occidentale da quella controllata dai sovietici.
Un esempio
Internet, il GPS e molte tecnologie spaziali che usi ogni giorno nascono da progetti finanziati durante la Guerra fredda, quando le due superpotenze investivano somme enormi per non restare indietro rispetto all'avversario. Anche la NATO, di cui l'Italia fa parte fin dalla fondazione nel 1949, è nata in quegli anni, e molti equilibri della geopolitica di oggi vengono da lì.
Da ricordare
- La Guerra fredda (1947–1991) contrappone Stati Uniti e Unione Sovietica, due sistemi politici ed economici opposti.
- Le superpotenze non si combattono direttamente per paura delle armi nucleari, ma si scontrano in guerre per procura, nello spazio, nella propaganda.
- Finisce con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991.
Guerra fredda e il presente
La Guerra fredda ci ha lasciato un vocabolario che usiamo ancora senza accorgercene: blocchi, sfere d'influenza, deterrenza, cortina. Ma soprattutto ci ha insegnato un'idea di conflitto che oggi è diventata la norma. Le potenze si affrontano senza dichiararsi guerra, attraverso l'economia, la tecnologia, l'informazione, lo sport, le alleanze con paesi lontani. Il campo di battaglia si è allargato fino a coincidere con la vita quotidiana.
Pensiamo alla corsa per i microchip, alle campagne di disinformazione, alle infrastrutture digitali come nuovi territori da controllare. È una competizione che passa per i nostri telefoni e per le nostre bollette, più che per i carri armati. La differenza è che allora il mondo era diviso in due, e oggi i fronti si moltiplicano e si sovrappongono. Resta un'eredità ambigua: quarant'anni di paura nucleare hanno anche evitato lo scontro diretto. Viene da chiedersi se la tensione permanente sia il prezzo inevitabile della pace, o soltanto un altro modo di rimandarne la costruzione.
Per approfondire
- John le Carré, La spia che venne dal freddo (1963)
- Stanley Kubrick, Il dottor Stranamore (1964)
- John Lewis Gaddis, La guerra fredda (2005)
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