Capolavoro
Notte stellata
Vincent van Gogh, 1889
Un cielo che si muove come un mare, dipinto da un uomo che lo guardava da una finestra con le sbarre.
Notte stellata in breve
Un cielo che si muove come un mare, dipinto da un uomo che lo guardava da una finestra con le sbarre. La Notte stellata è l'immagine perfetta di un'idea nuova: la pittura non serve a copiare il mondo, ma a mostrare come lo sentiamo. Gli impressionisti avevano dipinto la luce che cambia; Van Gogh dipinge l'emozione che deforma ciò che guardiamo.

- Autore: Vincent van Gogh
- Anno: 1889
- Tecnica: Olio su tela, 73,7 × 92,1 cm
- Dove si trova: Museum of Modern Art (MoMA), New York
Notte stellata: che cosa rappresenta
Nel dicembre 1888, ad Arles, Vincent van Gogh ha una crisi violenta e si taglia una parte dell'orecchio. Pochi mesi dopo, nel maggio 1889, sceglie di farsi ricoverare nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole, a Saint-Rémy-de-Provence. Ha due stanze: una per dormire e una per dipingere. Dalla finestra della camera vede un campo di grano chiuso da un muro, le colline, il cielo.
A giugno scrive al fratello Theo di aver visto, quella mattina, la campagna dalla finestra molto prima dell'alba, con soltanto la stella del mattino, che sembrava enorme. Poco dopo dipinge la Notte stellata. Non la dipinge di notte, né davanti al paesaggio: la compone di giorno, nel suo studio, unendo ciò che ha visto, ciò che ricorda e ciò che immagina. A lui il quadro non piacerà del tutto: in una lettera al pittore Émile Bernard lo considera un tentativo non riuscito, una stella troppo grande da afferrare.
Notte stellata: i dettagli da guardare
1. Il cipresso
Il grande albero scuro a sinistra sale verso il cielo come una fiamma. Van Gogh amava i cipressi e li descriveva belli come un obelisco egizio. Nella cultura mediterranea sono anche gli alberi dei cimiteri: un ponte tra la terra e il cielo, tra la vita e ciò che viene dopo.
2. La stella del mattino
La stella più luminosa, vicino al cipresso, è con ogni probabilità Venere, la stella del mattino di cui parla nella lettera a Theo. È uno dei pochi elementi del cielo legati a un'osservazione reale.
3. Il grande vortice
Al centro il cielo si avvolge su sé stesso come un'onda. Le stelle non sono puntini, ma soli circondati da aloni. Qualcuno ha collegato i vortici ai disegni di galassie pubblicati in quegli anni, ma è un'ipotesi. Di certo Van Gogh non voleva descrivere il cielo: voleva farti sentire che è vivo.
4. La luna
In alto a destra la luna è una falce avvolta da un alone arancione, così luminosa da sembrare un sole. Notte e giorno, luna e sole si confondono: il tempo del quadro non è quello dell'orologio.
5. Il villaggio e il campanile
Il paese addormentato in basso non è quello che Van Gogh vedeva dalla finestra: lo ha aggiunto lui. Il campanile appuntito, secondo molti, ricorda più le chiese del Nord Europa che quelle provenzali, come se nel ricordo si mescolassero l'Olanda della sua infanzia e la Provenza.
Notte stellata: il significato
La Notte stellata è l'immagine perfetta di un'idea nuova: la pittura non serve a copiare il mondo, ma a mostrare come lo sentiamo. Gli impressionisti avevano dipinto la luce che cambia; Van Gogh dipinge l'emozione che deforma ciò che guardiamo. Per questo è considerato uno dei grandi del post-impressionismo e un anticipatore dell'espressionismo. Le pennellate spesse e visibili sono il ritmo del suo sguardo, quasi del suo respiro. Oggi è uno dei quadri più riprodotti al mondo, su tazze, ombrelli e schermi. Prova a guardarlo come se fosse la prima volta: non è un cielo sereno, è un cielo che si agita.
Notte stellata: dove si trova
Al MoMA di New York, dove è arrivata nel 1941. È quasi sempre esposta: preparati alla folla davanti alla tela.
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