Capolavoro
La grande onda di Kanagawa
Katsushika Hokusai, 1830–1832 circa
Un'onda enorme, tre barche, e il monte più sacro del Giappone ridotto a un dettaglio.
La grande onda di Kanagawa in breve
Un'onda enorme, tre barche, e il monte più sacro del Giappone ridotto a un dettaglio. La grande onda è forse l'immagine giapponese più famosa al mondo. Arrivata in Europa nella seconda metà dell'Ottocento, ha influenzato profondamente artisti come Monet, Van Gogh e Degas, e il compositore Claude Debussy volle un suo dettaglio sulla copertina della partitura de La mer.

- Autore: Katsushika Hokusai
- Anno: 1830–1832 circa
- Tecnica: Xilografia policroma, 25,7 × 37,9 cm
- Dove si trova: Tante copie, tra cui al Metropolitan Museum di New York e al British Museum di Londra
La grande onda di Kanagawa: che cosa rappresenta
Giappone, intorno al 1830. Katsushika Hokusai ha più di settant'anni e decine di nomi d'arte diversi, perché li cambia a ogni nuova fase della sua vita. Ha disegnato migliaia di immagini, illustrazioni, manuali. Un editore gli commissiona una serie di stampe dedicate al monte Fuji, le Trentasei vedute del monte Fuji. È un successo tale che la serie arriverà a quarantasei.
La grande onda non è un dipinto unico: è una xilografia, una stampa ottenuta da matrici di legno incise, una per ogni colore. Ne furono stampate migliaia di copie, vendute a un prezzo popolare, come oggi un poster. Per i blu, Hokusai usa un pigmento nuovo arrivato dall'Europa, il blu di Prussia, più intenso e stabile dei blu tradizionali. Oggi le copie migliori sono custodite in molti musei del mondo.
La grande onda di Kanagawa: i dettagli da guardare
1. Gli artigli dell'onda
La cresta dell'onda si spezza in tante piccole punte di schiuma che sembrano dita o artigli pronti ad afferrare le barche. È una natura viva, quasi un mostro. Alcuni studiosi ci vedono anche un'eco dei draghi della tradizione giapponese.
2. Il monte Fuji
Il monte più sacro del Giappone, protagonista della serie, è minuscolo, in basso, tra le onde. La sua forma ripete quella di un'onda in primo piano. Hokusai gioca con la prospettiva: ciò che è grande e lontano sembra piccolo, ciò che è vicino e passeggero sembra immenso.
3. Le barche e i rematori
Tre barche lunghe e strette trasportano pesce fresco verso i mercati di Edo, l'attuale Tokyo. I rematori sono chini, aggrappati ai remi, tutti uguali. Non sappiamo se si salveranno: Hokusai ferma l'istante prima dello schianto.
4. Il titolo e la firma
In alto a sinistra un riquadro contiene il titolo della serie e quello della stampa, e accanto la firma di Hokusai. Ricorda che l'immagine va letta, in origine, da destra verso sinistra, come la scrittura giapponese: l'onda ci viene incontro.
5. Il blu di Prussia
Il blu intenso del mare è il blu di Prussia, un pigmento sintetico inventato in Germania all'inizio del Settecento e arrivato in Giappone attraverso il commercio con gli olandesi. È un dettaglio che racconta un mondo già collegato: un'immagine simbolo del Giappone è fatta anche con un colore europeo.
La grande onda di Kanagawa: il significato
La grande onda è forse l'immagine giapponese più famosa al mondo. Arrivata in Europa nella seconda metà dell'Ottocento, ha influenzato profondamente artisti come Monet, Van Gogh e Degas, e il compositore Claude Debussy volle un suo dettaglio sulla copertina della partitura de La mer. È stata una lezione di composizione per l'Occidente: il vuoto, la diagonale, la natura come forza dinamica. Ed è un'immagine nata per essere riprodotta, economica, popolare. Per questo oggi la trovi ovunque, perfino tra le emoji, e continua a raccontare la fragilità dell'uomo davanti alla natura.
La grande onda di Kanagawa: dove si trova
Non esiste un originale unico: le stampe migliori sono in musei come il Metropolitan di New York, il British Museum di Londra e il Museo Guimet di Parigi. Essendo fragili alla luce, sono esposte solo a rotazione.
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