Lettura · Letteratura
Romanticismo
1790–1850
Perché, dopo il secolo della ragione, l'Europa si è innamorata del sentimento?
Romanticismo in breve
Il Romanticismo è un grande movimento culturale nato tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, prima in Germania e in Inghilterra, poi in tutta Europa. Rispetto all'Illuminismo sposta l'attenzione dalla ragione al sentimento, dalle regole universali all'individuo unico, dalla natura ordinata alla natura grandiosa e misteriosa. Cambia la letteratura, la pittura e la musica, e porta in politica un'idea destinata a pesare moltissimo: quella di nazione.

L'opera
Viandante sul mare di nebbia — Caspar David Friedrich, 1818 circa · Kunsthalle, Amburgo
Nel 1774 Goethe pubblica I dolori del giovane Werther. Il successo è travolgente: giovani in tutta Europa si vestono come il protagonista, con il frac blu e il panciotto giallo.
Romanticismo: il contesto storico
Dopo il secolo dei Lumi, cresce in Europa una reazione contro una ragione percepita come fredda e astratta. In Germania lo Sturm und Drang anticipa molti temi.
Poi arrivano la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, che cambiano la mappa dell'Europa e accendono i sentimenti nazionali.
Romanticismo: l'idea centrale
Il Romanticismo mette al centro il sentimento, l'individuo, la natura grandiosa e misteriosa, il passato, la nazione, il genio creativo.
Nell'arte, Caspar David Friedrich dipinge uomini piccoli davanti a paesaggi immensi. In musica, Beethoven e Schubert. In letteratura, Byron, Shelley, Hugo; in Italia Manzoni e, in modo più complesso, Leopardi.
Romanticismo: le cose da sapere
- Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, del 1818 circa, è oggi alla Kunsthalle di Amburgo.
- Leopardi scrisse L'infinito nel 1819.
- Se Leopardi sia un romantico è una questione discussa: lui stesso criticò il romanticismo, pur condividendone molti temi.
Romanticismo: perché è importante
L'idea moderna di autenticità, l'amore romantico, la figura dell'artista tormentato, il culto della natura selvaggia vengono da qui.
Il legame
Nietzsche cresce nella cultura romantica tedesca, tra Schopenhauer e Wagner, prima di prenderne criticamente le distanze.
In sintesi
Il Romanticismo è un grande movimento culturale nato tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, prima in Germania e in Inghilterra, poi in tutta Europa. Rispetto all'Illuminismo sposta l'attenzione dalla ragione al sentimento, dalle regole universali all'individuo unico, dalla natura ordinata alla natura grandiosa e misteriosa. Cambia la letteratura, la pittura e la musica, e porta in politica un'idea destinata a pesare moltissimo: quella di nazione.
Una reazione alla ragione
Alla fine del Settecento molti cominciano a sentire la ragione illuminista come fredda e insufficiente. Può spiegare il moto dei pianeti, ma non l'amore, il dolore, la fede, il mistero della morte.
In più la Rivoluzione francese, nata in nome della ragione e dei diritti, è finita nel Terrore e poi nelle guerre di Napoleone, che per vent'anni insanguinano l'Europa. È una grande delusione.
Il Romanticismo nasce in questo clima. Non è un rifiuto totale dell'Illuminismo, ma un cambio di priorità: conta ciò che si sente, non solo ciò che si dimostra.
Il primo segnale: Werther
Nel 1774 il giovane Johann Wolfgang Goethe pubblica I dolori del giovane Werther, la storia di un ragazzo che si innamora di una donna già promessa a un altro e, disperato, si toglie la vita.
Il libro ha un successo enorme in tutta Europa. Giovani lettori si vestono come Werther, con il frac blu e il panciotto giallo.
Fa parte dello Sturm und Drang, ma contiene già molti temi romantici: la passione che travolge, il contrasto tra individuo e società, la natura che rispecchia lo stato d'animo del protagonista.
Sentire più che capire
I temi preferiti dei romantici sono il sentimento, l'interiorità, la nostalgia, il sogno, la notte, l'infinito, la morte, la natura selvaggia.
Al centro c'è il sublime: lo stupore misto a paura davanti a ciò che è immensamente più grande di noi.
Il dipinto più famoso del Romanticismo, il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, mostra proprio questo. Un uomo, visto di spalle, guarda dall'alto di una roccia un paesaggio di montagne avvolte nella nebbia. Noi guardiamo con lui, e proviamo quello che prova lui. In Inghilterra William Turner dipinge tempeste, incendi e mari in burrasca dove le forme quasi si dissolvono nella luce.
Il passato, il popolo, la nazione
Gli illuministi guardavano al futuro e consideravano il Medioevo un'epoca buia. I romantici, al contrario, lo riscoprono: castelli, cavalieri, leggende, cattedrali gotiche.
Si interessano anche alla cultura del popolo. In Germania i fratelli Grimm raccolgono le fiabe tradizionali e ne pubblicano la prima edizione nel 1812.
Da qui nasce l'idea di nazione come comunità culturale: un popolo è unito dalla lingua, dalla storia, dai costumi, e quindi ha diritto a un proprio stato. Questa idea alimenta l'indipendenza della Grecia, per la quale combatte e muore nel 1824 il poeta inglese Lord Byron, e il Risorgimento italiano.
Il Romanticismo in Italia
In Italia il Romanticismo si intreccia con il desiderio di unità e indipendenza. Nel 1816 Giovanni Berchet scrive la Lettera semiseria di Grisostomo, considerata il manifesto del romanticismo italiano: chiede una letteratura che parli a tutti, non solo ai dotti.
Alessandro Manzoni scrive I promessi sposi, che pubblica in due versioni (1827 e 1840). Per la seconda riscrive il romanzo in una lingua vicina al fiorentino parlato, perché vuole una lingua comune per tutti gli italiani.
Giacomo Leopardi è un caso a parte. Condivide molti temi romantici, come l'infinito, la nostalgia, la natura. Ma criticò il Romanticismo e si sentiva legato ai classici. Se considerarlo un romantico è ancora oggi discusso.
Che cosa resta oggi
Molto del nostro modo di sentire viene dal Romanticismo. L'idea che bisogna essere autentici e seguire il proprio cuore. L'amore come passione assoluta. La figura dell'artista tormentato e geniale. Il fascino della montagna e della natura incontaminata.
Perfino nel linguaggio di tutti i giorni diciamo «romantico» per indicare qualcosa di sentimentale e sognante.
Anche la musica dell'Ottocento che oggi ascoltiamo nei concerti, Schubert, Chopin, Schumann, nasce da questa sensibilità. E molte colonne sonore dei film usano ancora il suo linguaggio emotivo.
Le parole chiave
- Sturm und Drang: «Tempesta e impeto»: movimento letterario tedesco degli anni Settanta del Settecento che anticipa il Romanticismo, esaltando la passione, la ribellione e il genio individuale.
- sublime: La sensazione di meraviglia mista a timore che proviamo davanti a qualcosa di immenso: una tempesta, una montagna, l'oceano. È uno dei concetti centrali dell'arte romantica.
- genio: Per i romantici, l'artista che crea seguendo la propria ispirazione interiore e non le regole imparate a scuola.
- nazione: Per i romantici, una comunità di persone unite da lingua, storia, tradizioni e memoria comune. È l'idea che nell'Ottocento alimenterà i movimenti per l'indipendenza e l'unità, compreso il Risorgimento italiano.
Un esempio
Pensa a quando, davanti al mare in tempesta o a una montagna enorme, provi qualcosa che è insieme bellezza e un po' di paura. I romantici hanno dato un nome a questa sensazione, il sublime, e ne hanno fatto il cuore della loro arte. Anche l'idea molto diffusa che una canzone sia bella perché «viene dal cuore» di chi l'ha scritta è un'eredità romantica.
Da ricordare
- Il Romanticismo mette al centro il sentimento, l'individuo e la natura, dopo il secolo della ragione.
- Il sublime, lo stupore misto a paura davanti all'immenso, è uno dei suoi temi principali.
- Porta in politica l'idea di nazione come comunità di lingua e storia, che alimenta anche il Risorgimento.
Romanticismo e il presente
Il Romanticismo non è mai finito: si è soltanto trasferito. Lo ritroviamo nella colonna sonora malinconica che accompagna un video di viaggio, nel culto del paesaggio selvaggio fotografato all'alba, nell'idea che seguire il cuore valga più di qualunque calcolo. Perfino il linguaggio del lavoro ne è impregnato: passione, vocazione, autenticità, talento da esprimere. Parole che due secoli fa erano una ribellione contro la ragione fredda e che oggi stanno nelle offerte di impiego.
C'è qualcosa di prezioso in questa eredità: l'attenzione all'individuo irripetibile, alle radici, al sentimento come forma di conoscenza. Ma c'è anche un rischio che i romantici stessi conoscevano bene. Quando l'emozione diventa l'unico criterio di verità, chi sa commuovere finisce per avere sempre ragione, e la politica si trasforma in un teatro di passioni. Forse la lezione più matura del Romanticismo è proprio questa tensione irrisolta: sentire tutto, intensamente, senza smettere di chiedersi che cosa stiamo sentendo e perché.
Per approfondire
- Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther (1774)
- Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818 circa), Kunsthalle di Amburgo
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