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Darwin e l'evoluzione

1859

Perché un libro sull'origine delle specie ha cambiato anche l'idea che l'uomo ha di sé?

Darwin e l'evoluzione in breve

Gli individui di una specie sono diversi tra loro. Alcune differenze sono ereditarie e aiutano a sopravvivere e a riprodursi in un certo ambiente. Nel corso di moltissime generazioni, questo processo, la selezione naturale, trasforma le specie.

L'origine delle specie — Charles Darwin, 1859 (fotografia)
L'origine delle specie — Charles Darwin, 1859 (fotografia)

L'opera

L'origine delle specie — Charles Darwin, 1859 · John Murray, Londra

Nel 1835 il giovane naturalista Charles Darwin trascorse circa cinque settimane alle isole Galápagos, durante il viaggio intorno al mondo della nave Beagle. Ci vollero più di vent'anni per trasformare ciò che aveva visto in una teoria.

Darwin e l'evoluzione: il contesto storico

Il viaggio del Beagle dura dal 1831 al 1836. Darwin raccoglie fossili, animali e piante, e osserva come le specie variano da un luogo all'altro.

Tornato in Inghilterra, legge il geologo Charles Lyell, che descrive una Terra antichissima e in lento cambiamento, e l'economista Thomas Malthus, che parla della lotta per le risorse.

Darwin e l'evoluzione: l'idea centrale

Gli individui di una specie sono diversi tra loro. Alcune differenze sono ereditarie e aiutano a sopravvivere e a riprodursi in un certo ambiente. Nel corso di moltissime generazioni, questo processo, la selezione naturale, trasforma le specie.

Tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni. Anche l'uomo fa parte di questa storia naturale.

Darwin e l'evoluzione: le cose da sapere

Darwin e l'evoluzione: perché è importante

L'evoluzione è il fondamento della biologia moderna, dalla genetica alla medicina. Ma Darwin cambiò anche la filosofia: l'uomo non è più al centro del creato, è un animale tra gli altri.

Il legame

Freud considerava Darwin uno dei grandi colpi inferti all'orgoglio umano, dopo Copernico. E presentava la psicoanalisi come il terzo: l'Io non è padrone nemmeno in casa propria.

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Darwin e l'evoluzione e il presente

Darwin ci ha tolto un piedistallo. Dopo di lui, l'essere umano non è più al di fuori della natura a contemplarla, ma ne fa parte, ramo tra i rami di un unico grande albero.

È un'idea che ci riguarda più che mai. Mentre la crisi climatica e la perdita di biodiversità mostrano quanto i nostri destini siano legati a quelli delle altre specie, la lezione darwiniana suona quasi come un invito alla parentela. C'è però anche una storia da ricordare con lucidità: l'evoluzione è stata deformata per giustificare gerarchie tra popoli e la legge del più forte, un uso che la biologia non autorizza. La selezione naturale descrive come cambiano le specie, non come dovremmo comportarci. Forse oggi il modo più fedele di leggere Darwin è proprio questo: sentirsi parte di una rete fragile, e capire che adattarsi non significa vincere, ma trovare un equilibrio con ciò che ci circonda.

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