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Capolavoro

Vocazione di san Matteo

Caravaggio, 1599–1600

Un raggio di luce entra in una stanza di esattori, e una vita cambia per sempre.

Vocazione di san Matteo in breve

Un raggio di luce entra in una stanza di esattori, e una vita cambia per sempre. La Vocazione di san Matteo porta il sacro nella strada. I personaggi non sono santi su nuvole d'oro, ma persone vere, con i vestiti e i volti della Roma di allora, in una stanza buia qualunque.

Vocazione di san Matteo — Caravaggio
Vocazione di san Matteo, Caravaggio, 1599–1600 · Cappella Contarelli, chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma

Vocazione di san Matteo: che cosa rappresenta

Roma, 1599. Michelangelo Merisi, detto Caravaggio dal paese della sua famiglia, ha ventotto anni, un carattere violento e un talento che i collezionisti cominciano a contendersi. Fino ad allora ha dipinto soprattutto quadri da stanza: ragazzi con la frutta, musici, giocatori di carte. Poi arriva la prima grande commissione pubblica. La cappella del cardinale francese Matthieu Cointrel, italianizzato Contarelli, nella chiesa dei francesi a Roma, aspetta da anni la sua decorazione. Caravaggio deve dipingere due grandi tele sulla vita di san Matteo, l'apostolo che prima di seguire Gesù faceva l'esattore delle tasse.

Invece di ambientare la scena in un'antica Palestina, la porta in una stanza della Roma del suo tempo: un tavolo, monete, ragazzi vestiti alla moda con piume e spade, come quelli che lui frequentava nelle osterie. Quando le tele vengono svelate, nel 1600, Roma resta senza fiato. Da quel momento Caravaggio è il pittore più discusso della città.

Vocazione di san Matteo: i dettagli da guardare

1. La mano di Cristo

Gesù entra da destra, quasi nascosto, e indica Matteo con un gesto morbido. È quasi la stessa mano di Adamo nella Creazione di Michelangelo, sulla volta della Sistina. Molti studiosi ci leggono un richiamo voluto: come Dio dà la vita ad Adamo, Cristo dà una nuova vita a Matteo.

2. Il raggio di luce

La luce arriva dall'alto a destra, seguendo il braccio di Cristo, e taglia il buio in diagonale. Non viene dalla finestra dipinta, che è opaca: è una luce che rivela. Caravaggio la usa come un riflettore teatrale, per dirti dove guardare e chi è stato scelto.

3. Chi è Matteo?

L'uomo con la barba indica sé stesso, come a dire: io? Per secoli si è pensato che fosse lui Matteo. Alcuni studiosi, però, propongono il giovane a capo chino all'estremità del tavolo. Il quadro lascia aperta la domanda, ed è parte del suo fascino.

4. Il ragazzo che conta i soldi

In fondo a sinistra un giovane resta curvo sulle monete, e non alza lo sguardo. È l'immagine di chi è troppo occupato con il denaro per accorgersi della chiamata. Se fosse lui Matteo, il momento dipinto sarebbe l'attimo prima della scelta.

5. Pietro, aggiunto dopo

Davanti a Cristo c'è san Pietro, che ne ripete il gesto in modo più goffo. Le analisi radiografiche suggeriscono che Caravaggio lo abbia aggiunto in un secondo momento, forse per rendere la scena più chiara a chi aveva ordinato il quadro: Cristo non chiama da solo, chiama attraverso la Chiesa.

Vocazione di san Matteo: il significato

La Vocazione di san Matteo porta il sacro nella strada. I personaggi non sono santi su nuvole d'oro, ma persone vere, con i vestiti e i volti della Roma di allora, in una stanza buia qualunque. La luce diventa la protagonista: non illumina tutto, sceglie. È nato così il caravaggismo, un modo di dipingere fatto di buio profondo e lampi di luce che ha conquistato l'Europa per decenni, da Rembrandt a Velázquez, e arriva fino alla fotografia e al cinema. Ogni volta che una scena di un film è illuminata da un solo fascio di luce in una stanza scura, Caravaggio è lì.

Vocazione di san Matteo: dove si trova

La tela è ancora nel luogo per cui fu dipinta: la cappella Contarelli, in San Luigi dei Francesi, a pochi passi da piazza Navona. Accanto ci sono il Martirio di san Matteo e San Matteo e l'angelo. L'ingresso alla chiesa è gratuito.

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