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Capolavoro

La Scuola di Atene

Raffaello, 1509–1511

I più grandi pensatori dell'antichità, con i volti degli artisti del Rinascimento.

La Scuola di Atene in breve

I più grandi pensatori dell'antichità, con i volti degli artisti del Rinascimento. La Scuola di Atene è il manifesto del Rinascimento. Mostra un'idea precisa: la cultura antica e quella cristiana possono stare insieme, e il sapere umano, dalla filosofia alla matematica, è degno di stare accanto alla teologia.

La Scuola di Atene — Raffaello
La Scuola di Atene, Raffaello, 1509–1511 · Stanza della Segnatura, Musei Vaticani, Città del Vaticano

La Scuola di Atene: che cosa rappresenta

Roma, 1508. Papa Giulio II vuole rinnovare il volto della città e del Vaticano, e chiama i migliori artisti: Bramante per la nuova basilica di San Pietro, Michelangelo per la volta della Sistina, e un giovane di venticinque anni arrivato da Urbino, Raffaello Sanzio. A lui affida la decorazione delle sue stanze private.

Nella Stanza della Segnatura, probabilmente la biblioteca del papa, Raffaello dipinge sulle quattro pareti i grandi campi del sapere: teologia, filosofia, poesia e diritto. La Scuola di Atene rappresenta la filosofia. Raffaello riunisce in un solo edificio grandioso i pensatori greci di epoche diverse, che non si sono mai incontrati. E a molti di loro dà i volti dei suoi contemporanei: è il suo modo di dire che il Rinascimento è la nuova Atene.

La Scuola di Atene: i dettagli da guardare

1. Platone con il volto di Leonardo

Al centro, il vecchio con la barba bianca che indica il cielo è Platone, con in mano il suo dialogo Timeo. Secondo molti studiosi Raffaello gli ha dato il volto di Leonardo da Vinci. Il dito verso l'alto ricorda la sua filosofia: la verità sta nel mondo delle idee.

2. Aristotele e la mano aperta

Accanto a lui il suo allievo Aristotele tiene l'Etica e stende la mano in avanti, verso la terra. Due gesti, due filosofie: uno guarda il cielo delle idee, l'altro il mondo reale. Tutta la scena ruota intorno a questo dialogo.

3. Eraclito con il volto di Michelangelo

In primo piano un uomo pensieroso scrive appoggiato a un blocco di marmo, con stivali da lavoro. È Eraclito, il filosofo malinconico, e il volto sarebbe quello di Michelangelo, che proprio allora dipingeva la Sistina a pochi passi. Lo stile della figura è diverso dagli altri: Raffaello lo aggiunse probabilmente dopo aver visto il lavoro del rivale.

4. Raffaello ci guarda

All'estrema destra, un giovane con un berretto scuro è l'unico che guarda fuori dal dipinto, verso di noi. È l'autoritratto di Raffaello. Si è messo tra i grandi, discretamente, ai margini, come un ospite che firma senza dirlo.

5. Euclide e il compasso

A destra un uomo calvo si china con il compasso su una lavagnetta, circondato da giovani attenti. È Euclide, o forse Archimede, il maestro della geometria. Il volto sarebbe quello di Bramante, l'architetto che progettava la nuova San Pietro e che forse suggerì l'architettura grandiosa del dipinto.

La Scuola di Atene: il significato

La Scuola di Atene è il manifesto del Rinascimento. Mostra un'idea precisa: la cultura antica e quella cristiana possono stare insieme, e il sapere umano, dalla filosofia alla matematica, è degno di stare accanto alla teologia. È anche un capolavoro di ordine: decine di figure in movimento, eppure tutto è chiaro, equilibrato, armonioso, sotto archi che sembrano aprirsi davvero sulla parete. Raffaello ci insegna che il pensiero è una conversazione tra generazioni, e che per pensare bene bisogna mettersi sulle spalle dei giganti.

La Scuola di Atene: dove si trova

Nei Musei Vaticani, nelle Stanze di Raffaello, lungo il percorso che porta alla Cappella Sistina. Conviene arrivare all'apertura per vederla con meno folla.

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