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Capolavoro

La creazione di Adamo

Michelangelo, 1511 circa

Due dita che quasi si toccano: lo spazio più famoso della storia dell'arte.

La creazione di Adamo in breve

Due dita che quasi si toccano: lo spazio più famoso della storia dell'arte. La creazione di Adamo è diventata un'icona universale, riprodotta e citata ovunque, dal cinema alla pubblicità, fino ai simboli della tecnologia. Il suo segreto è la semplicità: due figure, uno spazio vuoto, un gesto che tutti capiscono.

La creazione di Adamo — Michelangelo
La creazione di Adamo, Michelangelo, 1511 circa · Volta della Cappella Sistina, Città del Vaticano

La creazione di Adamo: che cosa rappresenta

Nel 1508 papa Giulio II chiede a Michelangelo di affrescare la volta della Cappella Sistina. Michelangelo protesta: è uno scultore, non un pittore, e non ha quasi esperienza di affresco. Accetta comunque e lavora per quattro anni, quasi da solo, su un'impalcatura alta circa venti metri. Contrariamente alla leggenda, non dipinge sdraiato: lavora in piedi, con la testa piegata all'indietro e il pennello sopra di sé. In una poesia scherzosa descrive il collo dolorante e la barba rivolta al cielo.

Al centro della volta racconta la Genesi in nove scene. La creazione di Adamo è una di queste, dipinta intorno al 1511. Non mostra Dio che plasma l'uomo dalla terra, come facevano le immagini tradizionali, ma l'attimo in cui gli trasmette la vita, senza toccarlo.

La creazione di Adamo: i dettagli da guardare

1. Le dita che non si toccano

Il dito di Dio e quello di Adamo sono vicinissimi, ma separati da pochi centimetri. In quello spazio vuoto c'è tutta la tensione dell'immagine: il momento prima che la vita passi da uno all'altro. Il dito di Adamo è ancora molle, quello di Dio è teso e deciso.

2. Adamo ancora senza forza

Adamo è sdraiato sulla terra, un corpo perfetto ma languido, come chi si sta svegliando. Ha un braccio appoggiato sul ginocchio e la mano che pende. È bellissimo ma ancora vuoto: gli manca il soffio vitale.

3. Il mantello a forma di cervello

Dio e gli angeli sono avvolti in un grande mantello rosso. Nel 1990 un medico americano, Frank Meshberger, ha fatto notare che la sua forma ricorda in modo sorprendente un cervello umano visto di lato. Forse è un caso, forse un messaggio di Michelangelo, che studiava l'anatomia sui cadaveri: Dio dona all'uomo anche l'intelligenza.

4. La figura sotto il braccio

Sotto il braccio sinistro di Dio c'è una giovane donna che guarda Adamo con curiosità. Molti la identificano con Eva, non ancora creata ma già pensata. Altri ci vedono la Sapienza divina. È uno dei piccoli misteri della scena.

5. Dio in volo

Dio non è un vecchio seduto in trono: si slancia in volo, con il corpo muscoloso, la barba e i capelli mossi dal vento, sorretto dagli angeli. È energia pura. Michelangelo, da scultore, dipinge corpi che sembrano scolpiti nel marmo.

La creazione di Adamo: il significato

La creazione di Adamo è diventata un'icona universale, riprodotta e citata ovunque, dal cinema alla pubblicità, fino ai simboli della tecnologia. Il suo segreto è la semplicità: due figure, uno spazio vuoto, un gesto che tutti capiscono. Michelangelo trasforma un racconto religioso in un'immagine sul rapporto tra l'essere umano e ciò che lo supera. Ed è l'espressione più alta dell'idea rinascimentale dell'uomo, bello, forte e degno, creato a immagine di Dio. Ogni volta che vedi due mani che si sfiorano in una pubblicità, stai guardando una citazione di questa volta.

La creazione di Adamo: dove si trova

Nella Cappella Sistina, ai Musei Vaticani, al centro della volta. In cappella non si possono fare foto e si chiede silenzio: alza lo sguardo e cercala nel quarto riquadro dall'altare.

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