Capolavoro
Compianto sul Cristo morto
Giotto, 1303–1305
Il dolore entra nella pittura, e ha il volto di persone vere.
Compianto sul Cristo morto in breve
Il dolore entra nella pittura, e ha il volto di persone vere. Con Giotto la pittura italiana cambia direzione. Dopo secoli di figure dorate e immobili, i corpi hanno peso, occupano uno spazio, esprimono emozioni.

- Autore: Giotto
- Anno: 1303–1305
- Tecnica: Affresco, 200 × 185 cm
- Dove si trova: Cappella degli Scrovegni, Padova
Compianto sul Cristo morto: che cosa rappresenta
Padova, inizio del Trecento. Enrico Scrovegni è un uomo ricchissimo, figlio di un banchiere che Dante metterà all'Inferno tra gli usurai. Fa costruire una cappella accanto al suo palazzo e chiama il pittore più famoso del momento: Giotto, fiorentino, sui trentacinque anni.
In circa due anni Giotto copre le pareti con le storie di Maria e di Cristo, una scena accanto all'altra, sotto un cielo blu intenso pieno di stelle d'oro. Il Compianto è una delle ultime scene del racconto: Cristo è stato deposto dalla croce e chi gli voleva bene si raccoglie intorno al suo corpo. Giotto dipinge l'affresco a giornate, cioè a pezzi, uno al giorno, sull'intonaco ancora fresco. Bisognava lavorare velocemente e senza errori. Il risultato è una delle immagini più commoventi di tutta la storia dell'arte.
Compianto sul Cristo morto: i dettagli da guardare
1. La madre e il figlio
Maria stringe tra le braccia il corpo del figlio e avvicina il suo volto a quello di lui, guardandolo da vicinissimo. Non è una regina celeste: è una madre che non vuole lasciarlo andare. Giotto porta nella pittura un dolore umano, riconoscibile da chiunque.
2. Le figure di spalle
In primo piano due donne sono sedute di spalle, avvolte nei mantelli, e ne vediamo solo la schiena. È un'idea rivoluzionaria: i personaggi non posano per noi, vivono nella scena. Noi siamo semplicemente dietro di loro, come se fossimo presenti.
3. Giovanni con le braccia aperte
Al centro, l'apostolo Giovanni si piega in avanti e spalanca le braccia all'indietro, in un gesto di disperazione. È un gesto teatrale e naturale insieme, che il nostro corpo riconosce prima della mente.
4. Gli angeli che piangono
In cielo dieci angeli si disperano, ciascuno in modo diverso: chi si strappa i capelli, chi si copre il volto, chi si torce le mani. Anche il cielo partecipa al lutto della terra.
5. La roccia che guida lo sguardo
Una roccia scende in diagonale da destra verso il basso a sinistra, fino al volto di Cristo. È una freccia nascosta: senza accorgertene, il tuo occhio scivola dove Giotto vuole. In alto a destra c'è un albero secco, forse un'allusione alla vita che tornerà.
Compianto sul Cristo morto: il significato
Con Giotto la pittura italiana cambia direzione. Dopo secoli di figure dorate e immobili, i corpi hanno peso, occupano uno spazio, esprimono emozioni. Per questo è considerato l'inizio della pittura moderna. Il Compianto è il punto più alto di questa svolta: un racconto sacro diventa una scena che parla a tutti, credenti e non credenti, perché parla di una cosa che tutti conoscono, la perdita di qualcuno che si ama. Dopo Giotto, nessun pittore potrà più ignorare l'umanità dei personaggi.
Compianto sul Cristo morto: dove si trova
Nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Si entra solo su prenotazione, a piccoli gruppi e per pochi minuti, dopo una sosta in una sala che stabilizza l'umidità per proteggere gli affreschi.