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Le avventure di Pinocchio

Carlo Collodi

La storia vera di Pinocchio, molto più cupa e più comica del cartone animato: un romanzo sul diventare grandi.

Le avventure di Pinocchio in breve

La storia vera di Pinocchio, molto più cupa e più comica del cartone animato: un romanzo sul diventare grandi.

Le avventure di Pinocchio: di che cosa parla

Credi di conoscerlo, ma quasi nessuno l'ha letto davvero. Carlo Collodi, pseudonimo del fiorentino Carlo Lorenzini, giornalista e patriota che aveva combattuto nelle guerre d'indipendenza, lo pubblica a puntate sul «Giornale per i bambini» dal 1881, e in volume nel 1883. È l'Italia appena unita, povera, affamata, dove la scuola obbligatoria è una conquista recente. Il libro è pieno di fame, di giudici assurdi, di furbi che approfittano degli ingenui: una satira travestita da fiaba. Ed è uno dei libri italiani più tradotti al mondo.

Le avventure di Pinocchio: i personaggi

Riassunto: Le avventure di Pinocchio in 8 capitoli

  1. Un pezzo di legno che parla
  2. Il Grillo, la fame, l'abbecedario
  3. Mangiafuoco e cinque monete d'oro
  4. La Volpe, il Gatto e la Quercia grande
  5. Il naso, il campo, la prigione
  6. Cane da guardia, lapide, mare
  7. Il Paese dei Balocchi
  8. Dentro il Pesce-cane

Capitolo 1 · Un pezzo di legno che parla

In una bottega di falegname, mastro Antonio, che tutti chiamano mastro Ciliegia per il naso lucido e paonazzo, trova un pezzo di legno da catasta. Vuole farne la gamba di un tavolino. Alza l'ascia, e una vocina sottile lo supplica di non picchiare troppo forte. Si guarda intorno: nessuno. Prova con la pialla, e la vocina ride perché le fa il solletico. Mastro Ciliegia cade a terra per lo spavento.

In quel momento bussa Geppetto, un vecchietto vispo e permaloso che i ragazzi del vicinato chiamano Polendina per via della parrucca gialla, e lui odia quel soprannome. Ha un'idea: costruirsi un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare salti mortali, per girare il mondo e guadagnarsi un tozzo di pane. Mastro Ciliegia, felice di liberarsi di quel legno stregato, glielo regala. Il legno però dà voce a una provocazione, ciascuno crede che l'altro l'abbia insultato, e i due vecchi finiscono per accapigliarsi. Poi fanno pace.

Geppetto torna nella sua stanzina a pianterreno, dove il fuoco nel camino è dipinto sul muro, e comincia a intagliare. Decide il nome: Pinocchio, perché porterà fortuna. Appena fatti gli occhi, gli occhi lo fissano. Appena fatto il naso, il naso comincia a crescere. La bocca ride e lo sbeffeggia, le mani gli strappano la parrucca. Appena il burattino ha le gambe, scappa in strada.

Un carabiniere lo acciuffa per il naso. Ma la gente comincia a mormorare che Geppetto è un tiranno coi ragazzi, e il carabiniere, nel dubbio, porta in prigione il vecchio. Pinocchio torna a casa da solo, libero. Ha appena cominciato a vivere, e ha già fatto arrestare suo padre.

Le avventure di Pinocchio: perché leggerlo oggi

Pinocchio non diventa bambino perché obbedisce, ma perché impara a prendersi cura di qualcuno: tira il bindolo per il latte del padre. È questo il centro nascosto del libro, che scambiamo per una favola sulla bugia. Intorno, Collodi mette un mondo che conosciamo ancora: truffatori che promettono rendimenti miracolosi, tribunali che puniscono la vittima, paesi dei balocchi che ti trasformano in merce senza che tu te ne accorga. La sua Italia era povera e affamata; la nostra è distratta e sazia, ma le trappole hanno la stessa forma. E tu, quante volte hai seppellito i tuoi zecchini in un campo dei miracoli?

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