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Piccole donne
Louisa May Alcott
Quattro sorelle, una casa senza soldi e la fatica di diventare grandi senza smettere di essere sé stesse.
Piccole donne in breve
Quattro sorelle, una casa senza soldi e la fatica di diventare grandi senza smettere di essere sé stesse.
Piccole donne: di che cosa parla
Nel 1867 un editore di Boston chiede a Louisa May Alcott un libro per ragazze. Lei non ne ha voglia: dice di non conoscerne molte, a parte le sue sorelle. Allora scrive di loro. Piccole donne esce nel 1868 ed è un successo immediato; l'anno dopo arriva il seguito, che in Italia si conosce spesso come Piccole donne crescono. Qui li leggi insieme, come una sola storia. Le sorelle March somigliano alle Alcott, e Jo, quella che scrive, somiglia a Louisa. Sullo sfondo c'è la guerra civile americana, la povertà dignitosa di una famiglia del New England e una domanda che allora suonava nuova: che cosa può fare della propria vita una ragazza?
Piccole donne: i personaggi
- Meg March: La maggiore, sedici anni all'inizio: bella, gentile, sogna un po' di lusso.
- Jo March: Quindici anni, scrive, corre, odia le buone maniere: vorrebbe essere un ragazzo per andare in guerra.
- Beth March: Tredici anni, timida e dolcissima, vive per la casa e il pianoforte.
- Amy March: La più piccola, dodici anni, artista, un po' vanitosa, decisa a farsi strada.
- La signora March: La madre, che le figlie chiamano Marmee: tiene insieme la casa mentre il padre è al fronte.
- Laurie: Theodore Laurence, il ragazzo ricco e solo della casa accanto, che diventa il loro migliore amico.
- Friedrich Bhaer: Professore tedesco, povero e generoso, che Jo incontra a New York.
Riassunto: Piccole donne in 8 capitoli
- Un Natale senza regali
- Il ragazzo della casa accanto
- Vanità e piccole colpe
- Il telegramma
- Beth
- Crescere
- Il rifiuto
- Plumfield
Capitolo 1 · Un Natale senza regali
«Natale non sarà Natale senza regali», brontola Jo, sdraiata sul tappeto. Comincia così. È la vigilia, in una piccola città del Massachusetts, e le quattro sorelle March stanno facendo i conti con la povertà. Il padre, che ha perso il patrimonio aiutando un amico, è lontano: fa il cappellano nell'esercito del Nord, nella guerra civile. La madre ha chiesto di non spendere soldi per i regali, perché gli uomini al fronte soffrono.
Ognuna ha un dollaro e ognuna sa già che cosa vorrebbe comprare per sé: un libro per Jo, nuovi spartiti per Beth, matite da disegno per Amy, qualcosa di grazioso per Meg. Poi pensano alla madre, e decidono di spendere tutto per lei.
Le conosci subito dai difetti. Meg lavora come istitutrice e soffre di essere povera tra ragazze ricche. Jo fa la dama di compagnia della vecchia zia March, scontrosa e benestante, e vorrebbe essere un ragazzo. Beth è così timida che studia a casa. Amy, a scuola, si vergogna del proprio naso e sbaglia le parole difficili per darsi un tono.
La mattina di Natale la madre torna con una richiesta. Vicino a loro vive una vedova tedesca, la signora Hummel, con sei figli, senza cibo né legna. Le ragazze vogliono rinunciare alla loro colazione? Esitano un attimo, poi caricano i cesti e attraversano la neve. Tornano a casa con pane e latte, ma contente.
La sera arriva una sorpresa: gelato, dolci e fiori, mandati dal vecchio signor Laurence, il ricco vicino che ha saputo della loro colazione regalata.
Piccole donne: perché leggerlo oggi
Piccole donne viene spesso liquidato come un libro per bambine buone. In realtà è un libro sulla fatica di diventare adulte in un mondo che lascia alle donne pochissime strade. Meg sceglie la famiglia, Amy l'arte e un buon matrimonio, Jo la scrittura e il lavoro, Beth una vita piccola e profonda. Alcott non dice quale sia la scelta giusta: le mette una accanto all'altra e le rispetta tutte. Per questo il libro continua a essere riscritto, fino al film di Greta Gerwig del 2019. E ti lascia una domanda che vale per tutti: quanto della persona che volevi essere da ragazzo sei riuscito a portare con te?