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I Malavoglia

Giovanni Verga

Una famiglia di pescatori siciliani e il prezzo di voler cambiare vita: il verismo nella sua forma più pura.

I Malavoglia in breve

Una famiglia di pescatori siciliani e il prezzo di voler cambiare vita: il verismo nella sua forma più pura.

I Malavoglia: di che cosa parla

Aci Trezza, un paese di pescatori vicino a Catania, negli anni subito dopo l'Unità d'Italia. Giovanni Verga, catanese, dopo anni di romanzi mondani scritti a Firenze e Milano, torna con la mente alla sua isola e cambia modo di scrivere: l'autore sparisce, a parlare sono i personaggi e il paese stesso, con i suoi proverbi e i suoi pettegolezzi. I Malavoglia è il primo romanzo di un ciclo che Verga chiama dei Vinti: gli sconfitti dalla corsa al progresso. Lo leggi per sentire una voce corale, unica nella letteratura italiana, e per capire che cosa costa uscire dal proprio scoglio.

I Malavoglia: i personaggi

Riassunto: I Malavoglia in 8 capitoli

  1. La casa del nespolo
  2. La tempesta
  3. Il debito
  4. Mena e compare Alfio
  5. Lissa, il colera, la casa perduta
  6. 'Ntoni se ne va
  7. La coltellata
  8. Ora è tempo d'andarsene

Capitolo 1 · La casa del nespolo

Ad Aci Trezza tutti chiamano Malavoglia la famiglia Toscano, anche se sono gente onesta e gran lavoratrice. Vivono nella casa del nespolo e hanno una barca, la Provvidenza. Comanda padron 'Ntoni, il nonno, che regola ogni cosa con un proverbio. Sotto di lui il figlio Bastianazzo, grande e grosso, e sua moglie Maruzza, detta la Longa. Poi i nipoti: 'Ntoni, il maggiore, Luca, Mena, Alessi e la piccola Lia.

Il nonno ripete che una famiglia è come le dita di una mano: ognuna ha il suo posto, e insieme reggono il remo. Ma nel 1863 la mano perde un dito. 'Ntoni deve partire per il servizio militare: la leva del nuovo Regno d'Italia, che in paese nessuno capisce e tutti maledicono. Senza le sue braccia la barca rende meno, e i soldi non bastano.

Padron 'Ntoni ha un'idea per guadagnare. Compra a credito una partita di lupini dallo zio Crocifisso, l'usuraio del paese, con la mediazione di Piedipapera, un sensale chiacchierone. I lupini andranno caricati sulla Provvidenza e rivenduti a Riposto, più a nord lungo la costa. Un affare semplice, almeno sulla carta. Nessuno dice al vecchio che quei lupini sono mezzi marci.

Il romanzo comincia così, senza presentazioni: ti trovi in piazza, tra comari e pescatori che commentano, sanno tutto di tutti, parlano con i loro modi di dire. Verga non spiega chi siano: lo scopri ascoltandoli. È questo il patto della lettura. Il narratore si è fatto da parte e ha lasciato la parola al paese.

I Malavoglia: perché leggerlo oggi

I Malavoglia parla di chi resta indietro mentre il mondo accelera. Lo Stato chiede tasse e figli, il commercio promette guadagni, le città attirano i giovani con la loro luce: chi parte non ritrova più il posto da cui è partito. È la storia di ogni migrazione, dal Sud verso il Nord ieri, dai paesi verso le metropoli oggi. Verga non ti dice se abbia ragione il nonno, fermo nella sua morale di scoglio, o 'Ntoni, che vuole di più e si perde. Ti mostra il prezzo di entrambe le scelte. E ti insegna ad ascoltare una comunità come un coro, fatto di proverbi, pettegolezzi e solidarietà: qualcosa che i social hanno, in modo diverso, riportato al centro.

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