Biblioteca
Il Libro rosso
Carl Gustav Jung
Un grande psichiatra scende dentro di sé, parla con le figure dei suoi sogni e ne ricava le idee che cambieranno la psicologia.
Il Libro rosso in breve
Un grande psichiatra scende dentro di sé, parla con le figure dei suoi sogni e ne ricava le idee che cambieranno la psicologia.
Il Libro rosso: di che cosa parla
Per quasi cinquant'anni nessuno lo ha letto. Era un grande volume rilegato in pelle rossa, scritto a mano in caratteri gotici e pieno di pitture coloratissime, che Carl Gustav Jung aveva composto tra il 1914 e il 1930 circa. Dopo la sua morte, nel 1961, gli eredi lo hanno custodito con riserbo, e per lunghi anni è rimasto chiuso nella cassetta di sicurezza di una banca svizzera. È stato pubblicato solo nel 2009, a cura dello storico Sonu Shamdasani, e in Italia nel 2010.
Non è un romanzo e non è un trattato. È il diario di un viaggio interiore: Jung, dopo la rottura con Freud, decide di lasciar emergere le immagini del suo inconscio e di dialogare con loro. Incontra profeti, maghi, cavalieri, demoni, e ne scrive come in un libro sacro medievale. Da queste esperienze nasceranno le idee per cui è famoso: archetipi, anima, inconscio collettivo.
Il Libro rosso: i personaggi
- L'io narrante: Jung stesso, uomo di successo che si accorge di aver perso il contatto con la propria anima.
- L'anima: La voce interiore che Jung cerca e ritrova, e con cui discute come con una persona.
- Elia: Il vecchio profeta, che incarna la saggezza e il pensiero.
- Salomè: La giovane cieca che accompagna Elia, figura del sentimento e del desiderio.
- Il Rosso: Un cavaliere vestito di rosso, ironico e vitale, che mette in crisi la serietà di Jung.
- Izdubhar: Un gigante venuto dall'Oriente, un antico dio ferito dal sapere moderno.
- Filemone: Il vecchio mago con le ali, maestro interiore e guida spirituale di Jung.
Riassunto: Il Libro rosso in 8 capitoli
- Il libro chiuso in banca
- Lo spirito del profondo
- Ritrovare l'anima
- Elia e Salomè
- Il Rosso e l'anacoreta
- Il dio ferito
- Filemone
- Dal libro alla psicologia
Capitolo 1 · Il libro chiuso in banca
Nel 1913 Carl Gustav Jung ha trentotto anni ed è uno degli psichiatri più conosciuti d'Europa. Per anni è stato il collaboratore preferito di Sigmund Freud, che lo vedeva come il suo erede. Ma i due litigano sulle idee, in particolare sul peso della sessualità nella vita psichica, e quell'anno si separano.
Per Jung è un trauma. Comincia un periodo di crisi profonda, pieno di visioni e di sogni inquietanti. Invece di respingerli, decide di fare un esperimento su sé stesso: lasciar affiorare le immagini interiori, osservarle e annotarle. Le scrive prima in alcuni quaderni dalla copertina nera.
Poi, a partire dal 1914 circa, ricopia e rielabora quei testi in un grande volume rilegato in pelle rossa. Lo scrive in calligrafia gotica, con iniziali decorate come nei codici medievali, e lo illustra con pitture a tutta pagina. Ci lavora per molti anni, poi lo abbandona verso il 1930. Il libro resterà inedito fino al 2009.
Il Libro rosso: perché leggerlo oggi
Il Libro rosso è un oggetto unico: un'opera d'arte, un diario clinico e un testo visionario insieme. Leggerlo oggi significa entrare nel laboratorio di un grande pensatore nel momento più fragile della sua vita. Mostra che le idee non nascono sempre in modo ordinato: a volte vengono da una crisi, da un sogno, da un'immagine che non si capisce. E ricorda una cosa che vale per tutti: le parti di noi che rifiutiamo, il desiderio, la paura, la follia, la gioia, non spariscono se le ignoriamo. Vanno guardate, ascoltate, messe in dialogo. Molti artisti, psicologi e lettori comuni lo usano così: non come un libro da capire tutto, ma come un invito ad ascoltare la propria vita interiore.