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Jane Eyre

Charlotte Brontë

Un'orfana povera e senza bellezza che pretende di essere trattata da pari, anche dall'uomo che ama.

Jane Eyre in breve

Un'orfana povera e senza bellezza che pretende di essere trattata da pari, anche dall'uomo che ama.

Jane Eyre: di che cosa parla

Nel 1847 esce a Londra un romanzo firmato Currer Bell, presentato come un'autobiografia. Diventa subito un caso. Solo più tardi si scopre che dietro lo pseudonimo c'è una donna, Charlotte Brontë, figlia di un pastore dello Yorkshire, sorella di altre due scrittrici, Emily e Anne. La storia segue Jane dall'infanzia all'età adulta: orfana maltrattata, allieva di una scuola durissima, istitutrice in una casa piena di segreti. È un romanzo d'amore, ma anche un racconto gotico, con stanze chiuse e risate nella notte, e una dichiarazione di indipendenza. Jane parla direttamente a te, lettore, dalla prima all'ultima pagina.

Jane Eyre: i personaggi

Riassunto: Jane Eyre in 8 capitoli

  1. La stanza rossa
  2. Lowood
  3. Thornfield
  4. Il signor Rochester
  5. Il matrimonio
  6. La fuga
  7. St John
  8. Ferndean

Capitolo 1 · La stanza rossa

«Quel giorno non c'era possibilità di fare una passeggiata.» Il romanzo comincia con una porta chiusa e una pioggia fredda. Jane ha dieci anni ed è orfana. Vive a Gateshead, in casa della zia, la signora Reed, vedova del fratello di sua madre. Lo zio, prima di morire, le aveva fatto promettere di crescerla come una figlia. La zia la tiene in casa, ma non la ama.

I cugini sono viziati e crudeli. Il più grande, John, la tormenta di continuo. Quel pomeriggio le tira un libro in testa, lei cade e si ferisce. Per la prima volta reagisce: lo chiama assassino, schiavista, e gli si lancia contro. La punizione è terribile. La chiudono nella stanza rossa, quella dove è morto lo zio, con le tende cremisi e un grande letto vuoto. Jane, al buio, vede o crede di vedere una luce. Pensa che sia il fantasma dello zio, urla, sviene.

Il farmacista chiamato a visitarla è il primo adulto che le chiede come si sente. Suggerisce di mandarla in collegio. La zia accetta volentieri.

Prima di partire, Jane fa una cosa che nessun bambino del suo mondo osa fare. Affronta la zia e le dice in faccia ciò che pensa: che non le vuole bene, che dirà a chiunque come l'ha trattata, che lei è una persona cattiva. Si sente libera per la prima volta. Ma è un'ebbrezza che dura poco: subito dopo si sente sola e vuota. Il romanzo ha già mostrato il suo tema. Jane non accetta di essere trattata come una cosa. Anche quando dovrebbe stare zitta.

Jane Eyre: perché leggerlo oggi

Jane Eyre è il romanzo di una voce. Una ragazza che tutti trattano come un'ombra, povera, senza bellezza, senza famiglia, dice io dalla prima all'ultima pagina e pretende di essere ascoltata. Rifiuta un amore che la renderebbe dipendente e un matrimonio che la renderebbe un'utile compagna. Torna solo quando può farlo da pari. È un'idea di libertà che nel 1847 sembrava scandalosa. Il romanzo ha anche un'ombra: Bertha, la donna chiusa in soffitta, venuta dalle colonie, senza voce. Nel 1966 la scrittrice Jean Rhys le ha dato una storia in Il grande mare dei Sargassi. Leggere Jane Eyre oggi significa ascoltare tutte e due. Chi c'è, nella tua vita, a cui non hai mai chiesto di raccontare la sua versione?

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