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Madame Bovary
Gustave Flaubert
La storia di una donna che voleva vivere come nei romanzi, raccontata senza mai giudicarla.
Madame Bovary in breve
La storia di una donna che voleva vivere come nei romanzi, raccontata senza mai giudicarla.
Madame Bovary: di che cosa parla
È il libro che ha insegnato al romanzo a guardare senza giudicare. Flaubert ci lavora quasi cinque anni, limando ogni frase ad alta voce, e lo pubblica a puntate sulla «Revue de Paris» nel 1856. L'anno dopo finisce sotto processo per offesa alla morale pubblica e viene assolto. Il sottotitolo è «Costumi di provincia»: la Normandia di villaggi, farmacisti, notai e mercanti, dove la noia è un clima. Dentro ci mette una donna che ha letto troppi romanzi e un mondo che non ne ha letto nessuno.
Madame Bovary: i personaggi
- Emma Bovary: Figlia di un agricoltore, cresciuta in convento tra romanzi sentimentali; sogna una vita che non esiste.
- Charles Bovary: Medico di campagna mediocre e buono, innamorato della moglie, cieco a tutto.
- Rodolphe Boulanger: Possidente scapolo, seduttore esperto e freddo.
- Léon Dupuis: Giovane praticante notaio, romantico e timido, poi meno timido.
- Homais: Il farmacista di Yonville: progressista, pomposo, inarrestabile.
- Lheureux: Mercante di stoffe e usuraio gentile, che vende a credito e aspetta.
Riassunto: Madame Bovary in 8 capitoli
- Il berretto
- Il ballo
- Yonville
- I comizi agricoli
- Il piede equino
- Lucia
- Le cambiali
- L'arsenico
Capitolo 1 · Il berretto
Il romanzo comincia in un'aula. Entra un ragazzo nuovo, goffo, con un berretto ridicolo, un insieme di pelo, velluto e cartone che stringe sulle ginocchia senza sapere dove metterlo. Gli altri ridono. Si chiama Charles Bovary, e sarà per tutta la vita così: volenteroso, un po' fuori posto, senza mai capire perché ridono.
Studia medicina con fatica e diventa ufficiale sanitario, un medico di rango inferiore. La madre gli trova una moglie: una vedova più anziana, magra e gelosa, che si diceva avesse una buona rendita.
Una notte lo chiamano in una fattoria, Les Bertaux, per una gamba rotta. Il padrone, papà Rouault, è un agricoltore vedovo e gioviale. La frattura è semplice; la figlia no. Emma ha mani non belle ma unghie lucide, occhi castani che le ciglia fanno sembrare neri, un modo di parlare di sé che Charles non ha mai sentito in una donna. Lui torna alla fattoria più spesso del necessario.
La prima moglie scopre presto due cose: che il notaio le ha fatto sparire quasi tutto il patrimonio, e che il marito va troppo volentieri a Les Bertaux. Poco dopo muore, all'improvviso. Charles è libero, e quasi non si accorge di esserlo.
Chiede la mano di Emma tramite il padre, che accetta volentieri: la figlia in campagna non serve a molto. Le nozze sono una festa contadina di sedici ore, con carretti, zii, un'enorme torta a piani e scherzi grossolani. Emma avrebbe voluto un matrimonio a mezzanotte, alla luce delle fiaccole. Già dal primo giorno la vita reale è più piccola del sogno.
Madame Bovary: perché leggerlo oggi
Emma non è una sciocca: è la prima lettrice moderna a essere rovinata dalle immagini. Ha imparato a desiderare dai libri e dalle riviste, e quello che desidera si compra a rate. Sostituisci i keepsake con un feed, il mercante Lheureux con un pagamento a dilazione, e la distanza si accorcia molto. Flaubert però non si limita a compatirla. Accanto a lei mette Homais, l'uomo che ripete le idee del giorno e vince sempre. Il romanzo ti lascia con una domanda scomoda: chi è più vittima delle frasi fatte, chi sogna troppo o chi non sogna affatto?