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Amleto
William Shakespeare
La storia del principe che deve vendicare il padre e non riesce a smettere di pensare.
Amleto in breve
La storia del principe che deve vendicare il padre e non riesce a smettere di pensare.
Amleto: di che cosa parla
Amleto è la tragedia più rappresentata e commentata del teatro occidentale, e quasi ogni sua scena è diventata un'immagine: lo spettro sugli spalti, il teschio in mano, il duello finale. William Shakespeare la scrive intorno al 1600, a Londra, dove è attore, autore e socio della compagnia che recita al Globe. È l'Inghilterra di Elisabetta I, una regina anziana senza eredi, in un paese che teme le lotte per la successione. Shakespeare prende una vecchia leggenda danese di vendetta e ne fa un'altra cosa: il dramma di un uomo che sa che cosa deve fare e non riesce a farlo. Leggerlo ti dà le chiavi di mezza letteratura moderna.
Amleto: i personaggi
- Amleto: Principe di Danimarca, studente, ironico e tormentato: deve vendicare il padre.
- Claudio: Zio di Amleto, ha ucciso il fratello e ne ha preso la corona e la moglie.
- Gertrude: Regina, madre di Amleto, risposata con Claudio poche settimane dopo il lutto.
- Polonio: Primo consigliere del re, chiacchierone e intrigante.
- Ofelia: Figlia di Polonio, amata da Amleto, schiacciata tra il padre e il principe.
- Laerte: Fratello di Ofelia, uomo d'azione: il suo opposto è Amleto.
- Orazio: Amico fedele di Amleto, l'unico testimone di cui il principe si fida.
Riassunto: Amleto in 8 capitoli
- Un fantasma sugli spalti
- Il racconto del morto
- La follia del principe
- Essere o non essere
- La trappola per topi
- Dietro l'arazzo
- Ofelia e Laerte
- Il resto è silenzio
Capitolo 1 · Un fantasma sugli spalti
È notte a Elsinore, il castello dei re di Danimarca. Fa freddo, le sentinelle si danno il cambio sugli spalti. Bernardo e Marcello hanno già visto due volte un'apparizione e hanno chiamato Orazio, uno studente, uomo di ragione, perché giudichi con i suoi occhi. A mezzanotte la figura ritorna: è armata da capo a piedi e ha il volto del vecchio re Amleto, morto da poco. Orazio la interroga, ma lei non risponde; al canto del gallo svanisce.
Al mattino la corte è in festa. Claudio, fratello del re defunto, ha preso la corona e anche la vedova, la regina Gertrude. Il lutto è durato poco: i resti del banchetto funebre, dice qualcuno con amarezza, sono serviti freddi per le nozze. Claudio parla bene, sbriga gli affari di stato, manda ambasciatori in Norvegia per fermare il giovane Fortebraccio, che vuole riprendersi le terre perse dal padre.
In mezzo a tanta allegria c'è una sola macchia nera: il principe Amleto, figlio del re morto, ancora vestito a lutto. Vorrebbe tornare all'università di Wittenberg, ma il re e la regina gli chiedono di restare. Rimasto solo, si sfoga: il mondo gli sembra un giardino lasciato alle erbacce, e la madre si è risposata nel giro di un mese. «Fragilità, il tuo nome è donna», pensa.
Poi arrivano Orazio e le sentinelle. Gli raccontano dello spettro. Amleto decide: stanotte veglierà con loro. Se è davvero il padre, gli parlerà, anche se l'inferno spalancasse la bocca.
Amleto: perché leggerlo oggi
Amleto è il primo personaggio che vive dentro la propria testa. Sa che cosa dovrebbe fare, ha le prove, ha il motivo, e continua a rimandare: analizza, dubita, recita, si osserva mentre esita. È una condizione che conosci. Viviamo sommersi di informazioni e di possibilità, e spesso più capiamo meno agiamo. La tragedia non ti dice se il pensiero sia una saggezza o una paralisi; ti mostra il prezzo di entrambe le cose. E ti parla di altro ancora: di un potere che spia e recita, di famiglie che si divorano, di una ragazza a cui nessuno chiede che cosa voglia. Alla fine, quando il principe smette di interrogarsi e accetta di essere pronto, è troppo tardi per quasi tutti. Che cosa stai rimandando tu?